Foto Andrea StellaUn’ennesima tragedia – dichiara l’on. Teresa Bellanova –va a tingere di sangue il nostro Mediterraneo. Altre vite disperate, in fuga dalla negazione dei diritti umani primari per inseguire il sogno di un’esistenza normale, hanno trovato il loro drammatico epilogo nelle acque di quel mare

che dovrebbe essere fonte di vita ma che sempre più diviene sinonimo di morte. Vittime della cecità di una umanità “distratta”.
Nei giorni scorsi abbiamo costituito il Forum provinciale del PD sulle migrazioni sia per costruire una rete di competenze, in grado di mettere in atto politiche attive per l’accoglienza, che soprattutto per desensibilizzare a quel terrore dell’altro con cui la destra di governo aveva strumentalmente voluto avvelenare l’approccio alle migrazioni.
Quello che bisogna capire è che il reato di clandestinità o i respingimenti in mare rappresentano “muri” il cui unico effetto è quello di preparare un terreno fertile per il business della disperazione, lo stesso business che poi produce queste tragedie. Una politica lungimirante deve prendere atto dei volumi crescenti che questi fenomeni migratori sono destinati ad assumere e adoperarsi per sottrarli ai trafficanti di sogni spezzati, organizzando l’accoglienza e restituendo spazio alla legalità.
Ma, finché le scorie della strategia del terrore continueranno a minare le rotte della speranza non potremo fare altro che continuare a versare lacrime nel nostro mar Mediterraneo, un mare sempre più rosso sangue.



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