In tema di opportunità di lavoro è d’obbligo una premessa su alcune coordinate riguardanti il mercato del lavoro in provincia di Lecce. Al proposito, va messo immediatamente in luce che nel leccese tutti i dati statistici rilevano lo stato di sottoutilizzo e di stagnazione del sistema occupazionale.

Più nello specifico, con riferimento agli occupati, il loro livello si presenta, nell’ultimo ventennio, stabilmente basso.
Quest’ultimo si aggira, infatti, a partire dal 1990, intorno alle 240.000-250.000 unità e cioè pari ad una percentuale che oscilla vicino il 44% della popolazione attiva. Un valore, che marca in maniera evidente, l’inattività della provincia, se raffrontato col dato nazionale, che in media è superiore al 60%. Asimmetrico, di conseguenza, si presenta il livello di disoccupazione, che si mostra in maniera stabile, molto alto. Nell’ultimo ventennio, i disoccupati sono stati circa 40.000-45.000.
Insomma, un’economia, il cui mercato del lavoro pare bloccato e incapace di esprimere tutte le sue potenzialità. Accompagnano tali considerazioni, anche la circostanza che il numero di imprese si presenti molto basso, non raggiungendo l’8% della popolazione, quando poi in ambito nazionale il valore in questione supera il 10%.

Da quanto esposto, appare chiaro che, il tempo di permanenza nello stato di disoccupazione, di un giovane o di un adulto che deve reinserirsi nel mercato del lavoro, è molto lungo. L’unica via d’uscita a tale situazione, in assenza di politiche che favoriscano le imprese nelle fasi commerciali delle loro attività, dal momento che quelle produttive non richiedono più un’abbondante manodopera, è lo sviluppo del numero di imprese. E questo sarebbe un fenomeno, che se in provincia si dovesse innescasse farebbe sicuramente decollare il livello di occupazione.
Ma quali i settori che offrono maggiori opportunità per il futuro?
Tra questi, il più interessante appare quello della moda.
Chiari sono i segnali di un certo dinamismo, registrandosi numerose iniziative in tale ambito.
Il più evidente sembra quello connesso all’attività di alcune scuole locali di moda, ma anche il “successo” di alcuni stilisti locali, che proprio in provincia trovano il loro punto di forza. Un settore, quello della moda, che rientra coerentemente negli schemi storici di sviluppo dell’economia della provincia di Lecce.
Tali evoluzioni, infatti, sono conseguenti ad una crescita qualitativa dei settori del tessile, dell’abbigliamento e delle calzature, che nel leccese stanno abbandonando il contoterzismo per riqualificarsi in attività di più alto livello.

Un altro settore che offrirà ancora notevoli opportunità imprenditoriali è quello dell’agroalimentare ed in particolare nel segmento delle confetture e del condizionamento dell’ortofrutta.
È  questo un settore che da circa un ventennio appare in crescita, che, sebbene lenta, si presenta continua. Ed ancora, numerose attività imprenditoriali potrebbero sorgere a seguito delle dismissioni di molte lavorazioni della pubblica amministrazione, la cui politica, oramai è evidente, non è più quella di assumere personale, ma dare all’esterno le lavorazioni meno strategiche.
Nei prossimi anni infatti la pubblica amministrazione sarà orientata a potenziare solo le attività di sportello e a decentrare il back office.

Intanto sta prendendo vita  un interessante e nuovo settore, quello dell’arte dello spettacolo, peraltro molto articolato, che nel prossimo futuro registrerà uno sviluppo esponenziale che richiede soprattutto iniziative volte a razionalizzare l’attività degli artisti, i quali, in provincia, crescono in maniera spontanea, di anno in anno, in numero sempre maggiore, come sempre più fitte si presentano le manifestazioni culturali in un quadro di attività di intrattenimento.
Certamente, tutti gli altri settori mostreranno nel prossimo futuro, opportunità di lavoro, ma solo in una prospettiva evolutiva. E cioè nel senso che saranno caratterizzati da un forte turnover di aziende. Chiuderanno i battenti quelle meno dinamiche e apriranno  e si affermeranno quelle in linea con lo spirito dei tempi attuali, dove l’attività economica è finalizzata all’intrattenimento più che alla produzione a allo scambio tuot court.
In un’epoca in cui la ricchezza è diffusa, dove le crisi, più che causare gravi situazione di disagio alimentare, sono caratterizzate da una semplice flessione delle attività, il consumo non è più momento di acquisizione di beni, ma di soddisfacimento di interessi superiori e più raffinati, dove il contesto e i significati risultano determinante per lo scambio.
In tale prospettiva, la creatività e l’alta qualità, tra loro interconnesse, sono l’arma vincente per affrontare il mercato e creare imprese di sicuro successo.
Naturalmente, non tutti hanno le qualità per svolgere l’attività di capitano d’impresa, in quanto complessa e delicata, ma coloro che le possiedono e le metteranno a frutto sicuramente daranno un contributo allo sviluppo economico della provincia di Lecce di grandissimo rilievo.

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