Non so se la partita di Roma abbia segnato un passo indietro nel cammino del Lecce, ma so, con certezza, che nei primi 25 minuti di gioco non si è mai superato la metà campo avversaria…

Se dopo i 25 succitati minuti ci fosse stata un’inversione di tendenza, allora magari si potrebbe dire qualcosa di più realistico, ma certamente non è stato così, anche se c’è stato qualcuno che ha azzardato di come un eventuale pareggio fosse anche meritato. Capisco che l’amore per la propria squadra possa anche far vedere solo le cose piacevoli, ma l’onestà intellettuale deve prevalere su tutto perché è sempre valido l’assunto “amicus Plato sed magis amica veritas”.
La partita di Roma la giudico una non partita perché mi rifiuto di pensare che dopo i primi 45 minuti se si fosse andati sotto di quattro reti non ci sarebbe stato nulla da eccepire. E’ vero che davanti c’era una squadra con ottime potenzialità che ancora squadra non è dal momento che mostra vistose lacune sul piano difensivo, ma lasciare il campo agli avversari in maniera così plateale non mi sembra che sia un buon viatico per le future prestazioni. Un giocatore, sia pure bravo e valido quale è Taddei, con noi è sembrato un fuoriclasse assoluto dal momento che gli è stato consentito di tutto. Dalle dichiarazioni del post partita è emerso il concetto che la Roma andava aspettata a centro campo per poi colpirla, eventualmente, in contropiede; l’intenzione era buona ma i mezzi per realizzarla erano assolutamente insufficienti. Si potrà ancora dire che i palleggiatori della Roma sono bravissimi, ma anche qui cerchiamo di non esagerare visto che abbiamo consentito a Rosi di fare una figura degna dei migliori e talentuosi esterni del campionato. Dico essere stata una non partita perché il portiere Stekelenburg non è stato ritenuto meritevole di voto da molti giornali perché mai impegnato eppure non mi è sembrato che la Roma sia questa corazzata calcistica. Credo allora sia più giusto fare “mea culpa” ammettendo di aver sbagliato la partita e la sua impostazione e, non me ne voglia De Francesco, ma non mi sembra da tecnico vigile vedere le difficoltà incontrate da Oddo con Taddei e non fare nulla, dico nulla, per cercare di porre rimedio. Almeno provarci!
Tutti abbiamo assistito ad un, per noi, mortificante titic-titoc senza provare a cambiare; eppure il calcio è strano perché, nonostante la devastante supremazia territoriale (7 calci d’angolo ad 1 per la Roma- 4 falli fatti contro 16 subiti sempre per la Roma), si lascia l’Olimpico con il minimo sindacale del risultato, un 2 a 1 che può far equivocare molto sulla reale consistenza della squadra. Riaffermo che perdere a Roma può essere nell’ordine naturale delle cose, ma perdere dopo aver tanto subito non mi sembra conforme ad una squadra che deve fare della combattività il suo marchio di fabbrica. A Cuadrado do anch’io la sufficienza ma vorrei che l’interessato ci spiegasse quale sia il suo “vero” ruolo perché, penso non lo sappia neanche lui; Oddo in difesa non mi sembra essere il toccasana dei nostri mali perché se è vero che ha molta esperienza, è altrettanto vero che è molto lento e può essere stritolato da una attuale riserva della Roma come Taddei; pigliarsela sempre con Corvia per la sua presunta indolenza mi sembra ingeneroso perché, se ad una punta non arriva lo straccio di un pallone giocabile, questo, a meno che non si chiami Ibrhaimovic o E’to, non potrà far nulla.
Forse impropriamente mi sto dilungando in disquisizioni tecniche che non sono di mia competenza perché  stabilire formazioni, fare scelte, tocca al tecnico pagato per questo, ma esprimere il modesto parere su qualcosa che sembra anomalo è un diritto del tifoso che non sempre “sbaglia” ed al quale potrebbero essere dati dei chiarimenti circa le opportunità di alcune scelte. Adesso c’è il Catania, squadra alla nostra portata, ed alla quale Montella ha dato una buona impostazione di gioco; non scordiamoci, però, che il Catania dei suoi 14 punti, fuori casa ne ha fatti solo 3 e questa mi sembra un’opportunità che il Lecce dovrebbe sfruttare. Speriamo che dagli errori si traggano anche elementi di meditazione e valutazione e che ci si possa mettere su una china più abbordabile.
Certo che una deprecata sconfitta sarebbe una iattura!

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.