Foto Andrea Stella«Le accuse di vessazione avanzate nei confronti di SGM prima dal consigliere Antonio Rotundo e ora anche dall’onorevole Teresa Bellanova, che arriva a fare addirittura un’interrogazione parlamentare citando numeri non documentati

e dicendo clamorose inesattezze, come quella secondo la quale non ci avvarremmo di coordinatori, sono francamente assurde e fuori dal mondo».
Il presidente di SGM, Gianni Peyla, replica con forza a quanto i due esponenti del PD hanno asserito a seguito della decisione della partecipata di intensificare i controlli sulle strisce blu. «Ribadisco – continua Peyla – che la società non deve giustificarsi se decide di intensificare i controlli delle zone a pagamento, perché lo fa anche e soprattutto a tutela degli utenti regolari e su segnalazioni degli stessi. L’intensificazione è mirata a supportare meglio tutti gli ausiliari che lavorano su strada e rientra nella nostra ordinaria amministrazione. Non corrisponde assolutamente a verità che siano state date disposizioni formali dalle quali si evince che un ausiliario possa controllarne un altro, compito preposto solo ai coordinatori e ai responsabili in forza nel nostro organico, contrariamente a quanto sostiene la Bellanova. L’ausiliario controlla solo la regolarità dei ticket sulle macchine e non può fare altro, sempre sotto l’attenta guida dei coordinatori e vice».
«Ho sempre rispettato – conclude Peyla – il senso della legalità di persone come Rotundo e la Bellanova, ma questo loro ostinarsi a parlare di “vessazione” ai danni dei cittadini, mi fa dedurre che forse facciano tanto i paladini della legge ma poi di fatto ci stiano invitando a tollerare comportamenti illegali, perché chi sosta sulle strisce blu senza grattino e con il grattino scaduto  si rende colpevole di un’infrazione che per legge va sanzionata. Nessuno qui vuole vessare. Ci sono delle regole e vanno rispettate. Infine, ho sempre dato la massima disponibilità di fornire dati a chiunque me ne facesse richiesta: perché Rotundo e la Bellanova non me li hanno chiesti per verificare, numeri alla mano, quanto detto loro dai “bene informati”? Da quando la politica è scesa ad un livello così basso che si sparano cifre senza sapere se sono vere?».

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