Nessuna volontà conciliativa. Silvio Berlusconi non scenderà a patti con i piccoli azionisti di minoranza della fallita compagnia aerea di Stato Alitalia. La milionaria richiesta di risarcimento è solo l’ennesima tegola caduta sul’ ex capo del governo.

A presentarla gli avvocati Francesco Toto e Francesco D’agata dello Sportello dei diritti. Una richiesta che ad oggi sfiora i 28milioni di euro. Nelle scorse ore si è tentata la conciliazione davanti all’avvocato Carlo Madaro. L’avvocato di Berlusconi, Fabio Roscioli, è venuto fino a Lecce per questo. Ma il tentativo si è concluso con un nulla di fatto.
Non solo. Sono tante le richieste di mediazione avanzate in tutta Italia dagli azionisti di minoranza che sarebbero stati danneggiati dal fallimento alitalia. Accettare quella leccese potrebbe creare un precedente. Berlusconi avrebbe tutto l’interesse ad evitare che questo accada.
Ma nel corso dell’incontro, davanti agli avvocati D’Agata e Toto, L’avvocato Roscioli sarebbe andato oltre, portando un messaggio che suonerebbe tanto come una minaccia: “Non saremo più indulgenti nei vostri confronti” avrebbe detto il legale.
I legali degli azionisti insomma andranno avanti, si in sede civile che in sede penale. In sede civile il processo in primo grado va avanti a Lecce. A roma invece è fissata per il 16 novembre prossimo la camera di consiglio, in cui il Gip, in sede penale, deciderà se archiviare o meno il fascicolo aperto dopo l’esposto presentato proprio dall’avvocato Toto. Intanto è stata fissato per il 5 dicembre un altro incontro davanti al mediatore con un rappresentante del ministero dell’economia e delle finanze, assente oggi per un difetto di notifica.

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