Foto Andrea Stella

E’ stato eseguito questa mattina  dai finanzieri della Compagnia di Gallipoli il decreto di sequestro preventivo della struttura turistico-ricettiva “Punta Grossa” di Porto Cesareo, emesso dal G.I.P del tribunale di Lecce, dott.ssa C. Vergine,

su richiesta del Sost. Procuratore della repubblica, dott A. Negro. La struttura  con appartamenti, un albergo con ristorante, piscina, campi da tennis e ampi parcheggi aveva un valore complessivo di 50 milioni di euro.

La struttura turistica-alberghiera è stata realizzata in assenza di validi titoli autorizzatori ed abilitativi ambientali. Pertanto, la costruzione del resort ha causato una non indifferente trasformazione delle aree interessate che erano sottoposte a vincoli ambientali e paesaggistici, anche in violazione delle prescrizioni degli strumenti urbanistici vigenti e delle normative. Una vera e propria lottizzazione selvaggia del nostro territorio.

I funzionari comunali pro tempore, inoltre, non avevano tenuto conto nell’emissione dei vari permessi a costruire di un’area protetta regionale al confine con il resort “Punta Grossa”. Gli appartamenti, essendo in violazione di norma, non avrebbero potuto essere compravenduti per via dell’impossibilità giuridica della procedura. Pertanto è stata attuata un’operazione di riorganizzazione societaria, realizzata attraverso il conferimento di un patrimonio immobiliare di 108 appartamenti, fittiziamente mascherata come cessione di ramo d’azienda, della “F.G.C.I. S.R.L.” verso una multiproprietà azionaria, creata ad hoc con la stessa compagine sociale, chiamata “Punta Grossa” S.R.L.

Per aggirare l’impossibilità di stipula di contratti di compravendita, venivano sottoscritti contratti fittizzi di acquisto/cessione di quote del capitale del sociale della “Punta Grossa S.R.L.” alla quale erano stati conferiti gli appartamenti.

L’attività investigativa ha portato alla denuncia di 129 soggetti, residenti su tutto il territorio nazionale, responsabili del reato di lottizzazione abusiva. Tra i denunciati 120 sono i proprietari di fatto degli appartamenti adibiti a case-vacanza, ubicati all’interno del villaggio turistico; i restanti nove sono invece l’ex sindaco di Porto Cesareo ed i responsabili pro tempore degli Assessorati all’Urbanistica e all’Ambiente della Regione Puglia per aver fornito pareri irregolari ed illegittimi, omettendo i controlli, obbligatori per legge, sulle attestazioni fornite dai funzionari comunali nonché sul rispetto dei vincoli paesaggistici ed ambientali. Contestualmente sono state eseguite perquisizioni presso domicili e studi professionali di alcuni indagati.

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