L’ex sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano e’ stato fra i testimoni sentiti oggi dalla prima sezione penale del Tribunale di Bari nel processo a sei persone sulla vendita di 23 supermercati Cedis alla societa’ Sviluppo alimentare.

Tra gli imputati figura il deputato del Pdl ed ex ministro Raffaele Fitto, accusato di concorso in turbativa d’asta e interesse privato. Oltre a Mantovano i giudici hanno ascoltato l’ex prefetto di Lecce Gianfranco Casilli e l’ex sindaco di Melpignano, Sergio Blasi, oggi segretario regionale pugliese del Pd. Mantovano ha risposto ‘non ricordo’ a tutte le domande del difensore di Fitto, Francesco Paolo Sisto, e del prof.Antonio De Feo, all’epoca segretario della commissione straordinaria nominata dal ministero dello Sviluppo economico sulla vicenda e componente della task force regionale specializzata in contenziosi e occupazione. ”Nella mia attività di sottosegretario e parlamentare – ha detto Mantovano – mi sono occupato in diverse occasioni di questioni occupazionali ma non ricordo questa in particolare”. Nella versione dei fatti fornita da Fitto, allora presidente della Regione Puglia, accusato di aver interferito nella gara (secondo l’accusa la Cedis fu svenduta ad un prezzo di 7 milioni di euro, a fronte di un valore stimato di 15,5 milioni), l’ex ministro sostiene di aver sollecitato una rapida definizione delle procedure di vendita per placare le proteste dei lavoratori ai quali da pochi mesi sarebbe scaduta la cassa integrazione. Proteste confermate nelle testimonianze di Casilli e Blasi. “Ricevevamo dai lavoratori, tramite i sindacati, continue sollecitazioni perchè intervenissimo nella risoluzione della vertenza – ha riferito Casilli – spesso accompagnate da manifestazioni di protesta sotto la prefettura di Lecce”. Casilli ha quindi parlato dei tavoli istituzionali avviati sulla vicenda in collaborazione con ministero, Regione, sindacati ed enti locali. Circostanza confermata da Blasi, dal 2000 al 2010 sindaco di Melpignano e per questo coinvolto nella vertenza, insieme ai sindaci di quei comuni dove si trovavano gli ipermercati Cedis a rischio chiusura. “Il 15 gennaio 2003 scrissi una lettera alla Regione – ha detto Blasi – sollecitando un intervento istituzionale in vista della scadenza del 25 gennaio successivo, data in cui era prevista la firma del decreto di cassa integrazione per circa 1500 lavoratori”

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