Crocevia decisivo? Non è un modo di dire, è piuttosto un concetto limpido per sintetizzare ciò che significa per il Lecce la trasferta di Cesena. Incassata la fiducia della società, Eusebio Di Francesco può ora navigare in acque se non placide quantomeno non burrascose, e questo può aiutarlo

a trasmettere
convinzione ad una squadra che talvolta dimostra di non averne a sufficenza. La convinzione, non si discute, è un valore, ma non l’unico su cui far leva per risalire la china; ci vogliono anche tante altre cose alcune delle quali il Lecce ha mostrato di possedere anche a dispetto di taluni risultati maturati in campo.
Il crocevia di Cesena chiarirà se il gruppo giallorosso dispone degli anticorpi necessari per contrastare con efficacia il morbo dell’inapetenza offensiva debortante in forma anemica. Si, perchè nella attuale situazione non sembra essere sufficente il buon ermetismo difensivo esibito nelle ultime uscite; ora serve incisività nell’area avversaria, capacità di puntare la porta e . . . di raggiungerla e centrarla . . . 
Un Lecce incapace di concretizzare ridurrebbe sensibilmente le speranze di salvezza nonostante il campionato abbia appena scavalcato il primo quarto del percorso.
Per il Cesena valgono grossomodo le medesime considerazioni; per cui se crocevia è, lo è anche per i romagnoli che se la passano abbastanza male e che a questo confronto guardano come estrema ciambella di salvataggio. Il pareggio servirebbe poco ad entrambe, considerato che il quartultimo posto è fissato oggi ai nove punti di Atalanta e Chievo; l’Inter , è vero, è a quota otto, ma è di tutta evidenza che i nerazzurri saranno ben presto fuori dalla bagarre entro cui sono per ora invischiate Novara, Lecce e Cesena.

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