“Neanche per un attimo l’Amministrazione regionale ha dimenticato di occuparsi dei 561 dipendenti vittime di un procedimento di retrocessione che scaturisce da una norma del Governo Berlusconi (l’articolo 16, comma 8, della Legge 111/2011: il cosiddetto comma Puglia).” Sono le parole del  presidente della Regione Puglia Nichi Vendola.

“La mia giunta, pur avendo più di qualche motivo di indicare il colpevole in chi aveva firmato quella legge, non ha inteso invece strumentalizzare questa dolorosa vicenda e non ha aperto polemiche su chi ha la responsabilità originaria di vecchie leggi regionali e procedure zoppicanti. Abbiamo invece chiesto all’intero Consiglio di condividere le scelte utili a risolvere il problema, piuttosto che giocare cinicamente sulla pelle dei dipendenti. Deve essere chiaro a tutti che sono in ballo due profili di grande criticità: il primo riguarda la lesione di diritti soggettivi di lavoratori che vedrebbero scomparire anni e anni di lavoro e di qualificazione professionale; il secondo riguarda la conseguente paralisi dell’attività amministrativa.
Nessuno – continua – può scherzare con cose così drammaticamente serie. In Consiglio regionale abbiamo varato una norma a tutela dei profili retributivi di tutti questi lavoratori. Ma sappiamo che sono ben più complessi i livelli che vengono implicati dalla retrocessione (incluso il decisivo tema del trattamento previdenziale): per questo stiamo concordemente, con spirito unitario tra gli schieramenti politici, lavorando per proporre norme di legge al Parlamento nazionale che ci aiutino a superare i terribili ostacoli che oggi incontriamo sul nostro cammino. Questa è la verità. Personalmente ho affrontato queste tematiche infinite volte con nuovi ministri, dirigenti e funzionari di ministeri, e presso la Presidenza della Regione è al lavoro ogni giorno un gruppo di esperti. Non capisco ora cosa c’entri l’avviso pubblico per alcuni nuovi dirigenti per una minima parte dei posti dirigenziali vacanti e solo per quella per cui vi è una assoluta necessità dell’Amministrazione. Si tratta poi di un bando che si riferisce a mobilità da altre amministrazioni, rivolto solo a dirigenti pubblici che occuperebbero posti vacanti e che quindi non toglierebbero il posto a nessuno e – nel rispetto delle norme in materia di spesa pubblica – senza alcun aggravio per i costi del comparto pubblico complessivo. Non si commetta il delitto di rendere torbido un passaggio di assoluta linearità.
Faccio appello – conclude – a tutti i Consiglieri Regionali ad evitare speculazioni fondate su leggende metropolitane e su dietrologie ridicole. Faccio appello al senso di responsabilità di tutti. Abbiamo il dovere di trovare la migliore soluzione per 561 lavoratori. Questa non è davvero l’ora della demagogia o della malafede”.

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