“Possiamo raggiungere la perfezione per mezzo dell’arte e soltanto con l’arte; l’arte e nient’altro che l’arte, può offrire un rifugio contro i sordidi pericoli dell’esistenza” . (Oscar Wilde).

Negli spazi dell’ex Conservatorio Sant’Anna a Lecce, dal 23 ottobre al 17 novembre 2011, si è svolta la mostra antologica “Lacrima Bianca” di Gianna Stomeo, con un notevole riscontro di pubblico e critica programmata dall’Officina delle Parole ed allestita in collaborazione con la Galleria D’Arte Stomeo di Martano, curata dal critico d’arte Pompea Vergaro e patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Lecce.
“Lacrima Bianca” è un’opera di notevoli dimensioni, olio su tela che si srotola in una raccolta di venti dipinti, di recente e più datata produzione in un arco di tempo che parte dal 1996 ad oggi in un percorso costellato di premi e riconoscimenti ad alti livelli maturati dopo anni di fatica trascorsi al cavalletto e frutto di uno studio profondo che sono pura poesia, capaci di offrire emozioni vere allo spettatore che resta come sospeso tra sogno e realtà evidenziando un personalissimo stile ed una creatività emozionante degna del suo tempo di artista contemporanea.
Pittrice sensibile salentina trova i suoi riferimenti più alti nella corrente romantica di Medio Ottocento che si esprime attraverso la pittura del naturale, fatta di vita silente dove gli spunti surrealistici e naturalistici scelti, trasposti, si organizzano in un insieme “allusivo” che perciò “trattiene”… Non copia di una realtà “ovvia” dunque ma proposta di una nuova realtà, un colmare del proprio spirito l’inanimato.
Non si finisce mai di ammirare le molteplici attenzioni di artisti per la natura che accompagna la nostra quotidianeità; pur in differenti scelte, per temi e progetti, riemerge sempre l’occasione propizia a cogliere il volto di un paesaggio, la dimensione di un particolare e la ricchezza di un ambiente, capaci ogni volta, di coinvolgere la propria interiorità.
Nascono così, opere profondamente sentite, che riescono a farci amare sempre di più quel creato affidato agli uomini come una ricchezza immensa e perenne da rispettare di fronte alla caducità del nostro destino.
L’esperienza tecnica degli studi di Gianna Stomeo viene usata come mezzo d’indagine del mondo esterno che viene scandagliato scrupolosamente tramite la cultura del particolare che vive nella sovrapposizione di strati di colore e partecipa alla formazione dell’immagine fonte di studio. Stile e scenari paesaggistici con le varie tonalità, albe e tramonti purpurei nei quali convivono luci ed ombre, giorni e notti, riflettono un paesaggio salentino particolarmente diverso per ridestare l’attenzione dell’osservatore che si perde nell’oblìo banale della quotidianeità, senza riuscire a cogliere il messaggio di guardare dentro le cose, sempre ed anche con occhi diversi, per apprezzarle in un’altra ottica.
L’artista di oggi sa farci amare ciò che coglie con il suo acuto senso del bello e sublime, nelle cose ed ambienti che osserva come il volto di un paesaggio, la dimensione di un particolare e ricchezza di un ambiente, secondo la propria interiorità.
Nulla accade casualmente, in questo mondo artistico che affascina e conduce alle meditazioni più profonde.
In una serena giornata autunnale, ho incontrato la versatile artista, che è stata ben lieta di rispondere ad alcune mie domande.

Gianna Stomeo, com’è nata in lei la passione per l’arte?
“La passione per l’arte in me ha convissuto da sempre, poi è stata la vita a scegliere come e quando presentarmela”.

Mi parli del suo stile particolare di dipingere.
“Il mio stile è l’impressionismo figurativo e surreale, in quanto mi piace far vivere la pennellata”.

Come nasce l’ispirazione?
“Essa nasce spontaneamente, dipingendo”.

C’è un’ opera a cui è particolarmente affezionata?
“Sono affezionata a tutte le mie opere, ma particolarmente a “Rughe nello spazio” e “Lacrima Bianca”, in quanto rappresentano la mia ricerca interiore”.

Com’è il suo rapporto con i critici ed il pubblico?
“Il mio rapporto con i critici è ottimo, perlomeno parliamo il medesimo linguaggio e per ciò che concerne il pubblico è l’estasi”.

Qual è il suo messaggio per loro, tramite la sua arte?
“E’ semplicemente quello di dare il giusto peso al rispetto ed ai valori umani”.

Quali sono i maestri del passato da lei preferiti?
“Caravaggio è il massimo, mentre Turner è colui che sento a me più vicino”.

Progetti per il futuro?
“Arte e solo ed esclusivamente arte!”.
Grazie per l’intervista concessami e buon lavoro!

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