Da sinistra: Pasimeni, Laforgia. Foro Andrea StellaNon ci sta il Rettore dell’Università del Salento sulla decisione del presidente Castorani di beneficiare la Provincia di Lecce con un Fondo destinato all’Ateneo. Uno sgarbo istituzionale anche da parte del presidente Gabellone che “avrebbe potuto pensare meglio per il suo territorio”

 

 

La polemica, partita ieri durante la sigla del Protocollo d’Intesa tra Fondazione e Provincia, ha avuto il suo strascico fino alla conferenza di stamattina presieduta da Rettore e Prorettore per fare chiarezza su quello che gli stessi giudicano una violazione morale e una mancanza di rispetto per l’Università del Salento.

Di fatto, c’è la Fondazione Cassa di Risparmio di Puglia con un Fondo di due milioni e mezzo di euro da destinare al recupero del patrimonio storico-artistico regionale e una provincia, quella di Lecce che si è fatta promotrice di un progetto che la Fondazione ha apprezzato con un partenariato al 50 per cento ed un finanziamento di un milione e mezzo di euro. In disaccordo i vertici dell’Università del Salento che individuano nel Fondo, un diritto di appartenenza legato alla creazione del Fondo stesso che doveva essere impiegato per la scuola Isufi.

All’atto della nascita della Fondazione, per altro, ne faceva parte il compianto  Rettore Angelo Rizzo che aveva fortemente voluto la creazione del Fondo allora di 5 miliardi di lire. La mancata realizzazione della scuola Isufi ha congelato il Fondo per quasi 16 anni fino alla presentazione del valido progetto “Barocco minore” presentato dalla Provincia, secondo il presidente Castorani. Di tutt’altro avviso Laforgia che fa risalire al 2005 la decisione di procedere con la realizzazione dell’Isufi usufruendo di più finanziamenti tra cui anche il Fondo di Caripuglia. “Poi improvvisamente il presidente Castorani ha fatto sapere che problemi burocratici interni non consentivano di destinare i fondi all’ Isufi. Una presa in giro anche nel rifiuto di più progetti presentati da noi, per ultimo quello sul Barocco nel quale abbiamo inserito la Provincia pur di non far perdere i fondi al territorio salentino”.

La Provincia, per Laforgia, ha ripagato con un accordo fatto sottobanco e l’esclusione di altre istituzioni del territorio di cui il presidente Gabellone è stato disattento. Parole lapidarie da parte del Rettore che si è sentito offeso e emarginato, ribadendo più volte di essere vittima di uno sgarbo istituzionale. “Castorani fa il giocatore e l’arbitro sulla distribuzione delle risorse, evidentemente teme uno sviluppo dell’Università del Salento a discapito di altri luoghi deputati alla cultura regionali”. Castorani, già Rettore del Politecnico di Bari,attualmente ne è componente nel Consiglio di Amministrazione.

“Analizzando quanto accaduto, sono portato a pensare che Castorani muove abilmente le pedine che favoriscono lo sviluppo di un Ente svantaggiandone altri e Gabellone si presta al gioco anche se gli riconosco il merito di aver perlomeno garantito un milione e mezzo di euro al Salento”. Il Protocollo d’Intesa nelle carte nasce con tre soggetti, come specificato nel comunicato relativo, ma i firmatari sono solo due, l’esclusione del terzo soggetto, l’Università, avalla l’ipotesi di una volontaria esclusione dello stesso, ha specificato Laforgia.

Uno strappo istituzionale per il Prorettore Pasimeni, difficile da ricucire a meno che gli interlocutori non si dimostrino credibili. “L’ostilità di Castorani si è manifestata anche con il rinnovo del CdA e con l’esclusione dei Rettori che ne facevano parte, questa è la mia percezione e mi sento di dover attaccare lui in ragione della sua gestione poco omogenea sul territorio regionale. Il “buon” Gabellone ha fatto solo i suoi interessi”. Una vicenda incresciosa per la diplomazia istituzionale, che preannuncia ulteriori ostilità in un momento difficoltoso in cui l’unica “cura” è la coesione.

 

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