Un vero e proprio vademecum per aiutare le donne a prevenire e contrastare lo stalking, l’insieme di comportamenti indesiderati, molesti e persistenti con i quali una persona, lo stalker, ne perseguita un’altra.

E’ la guida intitolata “Stalking? No, grazie!”, realizzata dall’Assessorato alle Politiche sociali e alle Pari opportunità della Provincia di Lecce, a cura di Filomena D’Antini Solero, che è stata presentata oggi, 24 novembre, a Palazzo Adorno, in occasione della Giornata mondiale per l’eliminazione della violenza sulle donne, che si celebra il 25 novembre.

Il fenomeno dello stalking, come quello più generale della violenza sulle donne, resta preoccupante. Secondo i dati di una ricerca condotta nel 2010 dall’Osservatorio nazionale sullo stalking, un italiano su cinque è vittima di molestie insistenti.

Un dato allarmante che riguarda anche il Salento, come evidenziato dai numeri contenuti nella guida. Nel 2010, secondo i dati rilasciati dalla Questura di Lecce e aggiornati al 5 novembre 2011, in provincia di Lecce ci sono stati 9 ammonimenti, 2 arresti e 20 denunce per stalking. Nel 2011 sono stati registrati 10 ammonimenti, 7 arresti e 49 denunce per questo reato. Un aumento generale del fenomeno determinato, verosimilmente, dalla conoscenza e dalla diffusione delle norme. Una curiosità: tra chi commette stalking ci sono anche 9 donne.

Il vademecum, allora, è stato pensato dalla Provincia di Lecce come uno strumento importante per tutte le donne e gli uomini della provincia di Lecce, attraverso il quale riflettere sui comportamenti più sicuri da adottare in situazioni di rischio ed essere sempre informati su cosa fare o chi contattare in caso di pericolo, a chi rivolgersi per aiuto o assistenza.

“Le pagine del vademecum costituiscono una valida guida per coloro che subiscono persecuzioni e violenze, indicano in quali modi affrontare un percorso che aiuti ad acquisire il coraggio della denuncia e a superare la paura o un senso di vergogna”, dichiara il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone. “Purtroppo, anche la nostra provincia risente di una notevole diffusione del fenomeno rispetto al quale è un preciso dovere delle istituzioni intervenire”.

“La produzione del vademecum”, evidenzia ancora il presidente Gabellone, “si inserisce in una serie di iniziative che consentono di ampliare e potenziare gli interventi a favore delle donne, che continuano ad essere messi in campo dalla Provincia di Lecce con l’Assessorato alle Politiche sociali e di Parità”.

“Reagisci per difendere la tua vita e insieme contrasteremo la violenza!” è l’invito che l’assessore provinciale alle Politiche sociali e di Parità Filomena D’Antini Solero ha voluto lanciare nella presentazione del volume, per sottolineare come il fenomeno dello stalking non debba mai essere sottovalutato per le conseguenze sulla salute e per i rischi che comporta. “Con questa guida”, ha sottolineato l’assessore D’Antini, “vogliamo fornire un ulteriore strumento di prevenzione e aiuto alle vittime di stalking. La violenza contro le donne è un fenomeno antico, complesso e purtroppo molto diffuso, che deve essere affrontato dall’intera comunità. Nessun soggetto istituzionale, individuale o collettivo, è sufficiente da solo a rispondere ai bisogni di una donna che si trova in una situazione di maltrattamento”.

“Per questo”, ha proseguito, “abbiamo pensato all’Assessorato alle Pari opportunità come ente motore e promotore di un percorso di lavoro strutturato in rete, prevedendo una rete dei servizi pubblici e privati che, a vario titolo, intervengono nelle azioni di prevenzioni e contrasto alla violenza di genere. La Provincia, ad esempio, con il Piano di interventi locale, ha coordinato l’attivazione di alcuni centri anti violenza di riferimento negli ambiti territoriali per le politiche sociali che si trovano a Lecce, Squinzano, Galatina, Specchia e Parabita e una casa rifugio a Lecce. Una serie di servizi e strutture che forniscono consulenza, assistenza e ospitalità alle vittime”.

La guida mette bene in evidenza come, dall’aprile 2009, gli “atti persecutori”, tra cui sono previste telefonate insistenti, minacce, pedinamenti e insulti da parte di uno sconosciuto o di una persona nota che vuole ristabilire un rapporto impossibile, costituiscono un reato perseguibile per legge. Tuttavia, nonostante la nuova normativa abbia migliorato le possibilità di protezione e di difesa delle vittime, spesso non si sa ancora come muoversi, non si conosce il significato del termine “stalking” o, ancora, non si è al corrente delle novità legislative introdotte contro gli atti persecutori.

“Per questo, il vademecum può rappresentare un aiuto concreto perché ricco di indicazioni puntuali per le vittime di atti persecutori, per chi è loro vicino, ma anche per chi vuole conoscere meglio il fenomeno”, ha spiegato ancora l’assessore D’Antini Solero.

All’interno c’è una dettagliata definizione di cosa è lo stalking e come è messo in atto, quali conseguenze ha sulla salute fisica e psichica delle vittime; inoltre, vengono forniti consigli pratici sulle precauzioni e sulle possibili strategie da attuare per difendersi in modo efficace. La pubblicazione scende anche nel dettaglio delle novità normative e delle nuove misure per allontanare lo stalker: dall’istanza di ammonimento, alla querela, alle misure cautelari. Le vittime sono invitate a non affrontare da sole il problema, ma a rivolgersi ai servizi che, con competenza e discrezione, possono guidare e sostenere il loro percorso di uscita dalla violenza. 

“Il fenomeno dello stalking, infatti, non deve essere sottovalutato. Nella maggior parte dei casi, gli atti persecutori costituiscono l’anticamera di episodi anche molto gravi di violenza. Secondo l’Osservatorio nazionale stalking, il 39% dei crimini commessi fra partner e ex partner si verificano dopo un periodo più o meno lungo di molestie. Nell’88% dei casi le vittime sono donne. In un alcuni casi gli atti di violenza sono causati da occasionali perdite di controllo; in molti altri, la violenza esprime la volontà di esercitare potere e controllo sulla donna. Per questo, l’episodio violento non è leggibile come atto irrazionale, ma è quasi sempre un atto premeditato che si ripete nel tempo, arrivando fino all’omicidio”, ha concluso l’assessore.

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