Foto Antonio Castelluzzo“Il Salento dice “no” a tutti i livelli istituzionali e  a tutti gli schieramenti politici al dimezzamento dei collegamenti ferroviari da e per le province salentine, che costringeranno presto all’abbandono, all’isolamento e alla marginalizzazione un territorio”.

E’ questa la premessa che il  presidente Gabellone aveva fatto al Consiglio di oggi in cui si attendeva una delibera bipartisan sulla costituzione di un tavolo istituzionale a livello regionale. Ci ha pensato la consigliera Poli Bortone a dimostrare contrarietà e disappunto ad un progetto dal quale si tira fuori. La delibera, nata dalla richiesta del gruppo Pd, esprime “dissenso per i possibili tagli indiscriminati ipotizzati da Trenitalia al sistema di trasporto ferroviario pugliese; promuove un tavolo tecnico regionale con ANCI, UPI, Comuni capoluogo, Province, Regione e Trenitalia per discutere del sistema di trasporto ferroviario e trovare soluzioni alternative che non penalizzino il territorio pugliese”. Un provvedimento al quale hanno immediatamente aderito, non solo tutti i gruppi di opposizione a palazzo dei Celestini, ma anche la maggioranza, in una logica di continuità a quanto avvenuto venerdì scorso sul piazzale della stazione di Lecce, quando si è manifestato al di là del colore politico.

Unica voce fuori dal coro di oggi, la senatrice Poli Bortone, consigliera provinciale Io Sud, che ha espresso il suo dissenso giudicando l’ordine del giorno “pura retorica”. “Non vorrei turbare l’atmosfera di grande concertazione, ma non voterò”, non c’era bisogno, secondo la Poli, del polverone a mezzo stampa per rendersi conto dei tagli e correre ai ripari in extremis con provvedimenti poco efficaci. La Regione Puglia – ha ricordato la consigliera – ha nel suo statuto il Consiglio delle Autonomie che mette insieme tutte le istituzioni locali per le programmazioni concertate e un assessore ai trasporti delegato al dialogo con il governo centrale. “Stiamo discutendo un programma di concertazione inutile e i tempi di realizzazione consentiranno all’ad di Trenitalia Moretti di agire secondo i suoi piani, come ha sempre fatto”. Ha puntato di nuovo sulle mancate liberalizzazioni, la Poli Bortone, come aveva già spiegato durante il sit-in di venerdì e come aveva già esposto in Parlamento. Nella sua ipotesi c’è la messa in competizione tra il servizio pubblico e quello privato (NTV di proprietà di Montezemolo e Della Valle), quest’ultimo più legittimato alla logica del profitto a cui è legato Moretti attraverso gli investimenti pubblici. Con quest’ordine del giorno la Provincia fa più di quel che gli compete, secondo il pensiero della Poli, perchè nel caso in cui il Piano Finanziario di Trenitalia andasse in porto, la responsabilità politica delle iniziative intraprese per il territorio sarebbe dell’ente provinciale a fronte di un disinteressamento della Regione. “una bella iniziativa sarebbe convocare il dottor Moretti, affinchè ci spiegasse le sue ragioni, non vorrei che si trattasse di un tentativo di spostare il turismo verso altre regioni d’Italia a voler pensare male” ha chiosato la consigliera Poli Bortone.

A seguire, l’intervento del presidente Gabellone, ha sottolineato la possibilità di affrontare in maniera bipartisan un problema che coinvolge il territorio, durante la regia di un governo tecnico che libera gli amministratori locali dai freni delle appartenenze politiche. Il momento di confronto non è retorica, per Gabellone, il governo regionale deve far parte dell’insieme, ma gli amministratori locali si devono altrettanto impegnare. L’intervento della Poli Bortone ha tuttavia aperto una riflessione tra i gruppi consiliari che hanno emendato la delibera, su richiesta del gruppo Pd,  chiedendo alla Provincia  di intervenire, anche con il supporto della deputazione salentina, su Trenitalia affinchè reintroduca le linee soppresse, migliorandone i servizi

 

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