La Rivoluzione Francese, almeno all’inizio, aveva lasciato del tutto indifferente il giovane ufficiale di artiglieria Napoleone Buonaparte, all’epoca più interessato alle vicende della madre patria Corsica che reclamava la sua indipendenza.

Tuttavia, costretto ad abbandonare l’isola natia, decise di cavalcare l’onda rivoluzionaria per i suoi fini. Di sua iniziativa volle partecipare alla riconquista di Avignone, riuscendo a farsi notare da un commissario politico di nome Paul François Barras. In seguito scrisse un opuscolo, nel quale sosteneva la causa del giacobinismo, dal titolo Le Souper de Beaucaire, che venne letto da alcuni membri del Comitato di Salute Pubblica, fra i quali Antoine Cristophe Saliceti, anch’egli corso, e Augustin Robespierre, fratello dell’onnipresente Maximilien. Grazie all’influenza ed all’appoggio di questi  deputati, gli fu assegnato il comando dell’artiglieria, fra le truppe che assediavano Tolone, al comando del generale Carteaux.  
Giunto alla nuova assegnazione, il capitano Buonaparte si accorse che l’attività preferita di Carteaux consisteva nel litigare continuamente col suo vice Lapoype, mentre fra le truppe regnava il caos e l’indisciplina. Decise allora di fare tutto da solo ed i suoi comandanti, che mal digerivano la sua presenza di ufficiale raccomandato, lo lasciarono fare. Dopo aver studiato attentamente il terreno circostante Tolone, comprese che il punto debole dello schieramento inglese consisteva in un’altura fortificata dominante la città: l’Eguillette, che poteva essere conquistata soltanto sparando, dalle colline limitrofe, dei colpi d’artiglieria ben mirati contro le fortificazione avversarie, in modo tale da aprire una breccia nel sistema difensivo, consentendo alla fanteria francese l’irruzione all’interno della città. Una volta conquista l’altura, le artiglierie sarebbero state piazzate sulla stessa, sia per effettuare un fuoco d’appoggio all’irruzione dei fanti, ma anche per bombardare le navi inglesi ancorate nel porto. Il piano fu approvato ma fu Carteaux ad incaricarsi della sua esecuzione, che si rivelò un totale insuccesso, costando il siluramento al generale. Fra l’altro, avendo gli inglesi intuito le intenzioni francesi, provvidero a rafforzare le fortificazioni. Più tardi Napoleone, che nel frattempo era stato promosso maggiore, ritentò l’impresa, dopo aver perfezionato il piano sulla valutazione degli errori della precedente esperienza. Questa volta il comando dell’operazione era interamente nelle sue mani, ed inoltre aveva a disposizione quasi cento pezzi d’artiglieria fra mortai e cannoni da campagna, ai quali si aggiungevano una quarantina di pezzi pesanti da trentotto libbre.
L’operazione ebbe inizio la mattina del 17 dicembre 1793, e sin da subito si rivelò di non facile attuazione, anche perché gli inglesi si aspettavano l’attacco. Lo stesso Buonaparte venne ferito alla coscia da una baionetta, durante un assalto, tuttavia, grazie alle brillanti azioni dei generali Massena e Muiron, che comandavano le ali dello schieramento, l’Eguillette fu presa nel pomeriggio. La mattina successiva i pezzi d’artiglieria posizionati sull’altura, cominciarono il cannoneggiamento della città mentre la fanteria irrompeva di slancio all’interno. Gli inglesi avevano lasciato il porto nottetempo, non prima di aver dato fuoco all’arsenale, mentre i pochi realisti rimasti in città furono passati a fil di spada. Tolone era di nuovo francese. Napoleone si attribuì completamente il merito della vittoria, senza considerare che, se non fosse stato per le imprese di Massena e Muiron, Tolone non sarebbe caduta. Questo successo gli valse, comunque, la promozione a generale di brigata a soli ventiquattro anni.
Cosimo Enrico Marseglia

(Tratto da C.E. Marseglia, Les Enfants de la Patrie. La Rivoluzione Francese ed il Primo Impero vissuti sui campi di Battaglia, Edit Santoro, Galatina, 2007)

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