“Il lavoro nero e il caporalato sono due delitti, due scandali da contrastare non solo sul piano culturale e sul piano della mobilitazione delle coscienze ma anche sul piano delle leggi e delle norme che la regione Puglia mette in campo perchè possa essere concreta questa battaglia.

Noi non abbiamo taciuto di fronte alla vergogna della riduzione in schiavitù di lavoratori in alcune parti del nostro territorio regionale, non abbiamo taciuto di fronte alla degradazione della dignità di lavoratori italiani o migranti”.
Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola questa mattina nel corso della conferenza stampa di presentazione dei provvedimenti a favore dell’emersione dal lavoro nero illustrati dagli assessori competenti (al lavoro) Elena Gentile e (all’immigrazione) Nicola Fratoianni.
“Oggi noi abbiamo condiviso con le forze sociali e sindacali e con le associazioni datoriali  – ha detto Vendola – strumenti di tipo nuovo, all’avanguardia oggi in Italia. Non basta piangere quando ci sono i funerali e fare proclami di indignazione. Bisogna operare per pulire da questa lordura il nostro mercato del lavoro sapendo che non è soltanto in gioco il diritto dell’individuo a non essere schiavizzato ma è in gioco anche il diritto dell’impresa a non avere un concorrente sleale perché le imprese che ricorrono al lavoro nero drogano il mercato e violano le leggi della concorrenza”.
Sulle singole misure, in particolare sulle liste di presentazione, Vendola ha detto che sono “un luogo che consente al sistema delle imprese di essere incoraggiato, anche attraverso le premialità economiche, a regolarizzare i rapporti di lavoro” e sulla sperimentazione degli indici di congruità invece ha detto che costituiscono “un sistema in grado di aiutare i pubblici poteri e le autorità competenti ad essere avvertite quando una certa azienda fa delle cose irregolari”. Per Vendola infatti “bisogna stroncare le aziende che ricorrono al lavoro nero e nel momento in cui le si trovano, bene queste devono perdere tutti i finanziamenti pubblici e devono restituire i finanziamenti regionali, statali e comunitari che hanno ricevuto”.
Infine Vendola in conferenza stampa ha parlato anche di “rendere conveniente la legalità” e cioè proprio “premiando tutte le imprese che operano nella legalità e penalizzando fortemente invece tutte le imprese che feriscono non solo i diritti e l’umanità delle persone ma che feriscono anche le regole della concorrenza: non può essere una predica perchè non è possibile che la legalità si faccia con le omelie e poi l’illegalità produce straordinarie ricchezze illecite”.

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