Si apre venerdì 4 novembre, con il concerto di inaugurazione del celebre violinista Uto Ughi, la Stagione Sinfonica e di Balletto 2011-2012  dell’Orchestra Sinfonica Tito Schipa,  diretta dal Direttore Artistico e principale Marcello Panni.

È infatti nel segno della solidarietà che si  inaugura la stagione, con il concerto  per Telethon che contribuirà  alla ricerca scientifica per la cura delle malattie genetiche. Erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, il Maestro Ughi, ritorna a Lecce dopo molti anni per celebrare la nobile causa della ricerca scientifica e  per comunicare il suo grande amore per la musica e  diffondere la sua filosofia di vita. “Per risollevare l’Italia – sostiene il Maestro Ughi – occorre della musica di spessore e degli insegnanti che la conoscano e facciano innamorare i ragazzi.  La musica classica è una parte fondamentale della nostra cultura, della nostra storia, della nostra identità. Ma non ha una adeguata possibilità di essere conosciuta, apprezzata, amata, soprattutto dai giovani. La bella musica è un atto d’amore, una maniera di comunicare. L’impegno più grande deve essere quello di creare un’occasione unica di contatto tra la musica classica e un pubblico nuovo”.

IL PROGRAMMA   
VENERDÌ 4 NOVEMBRE LECCE POLITEAMA GRECO ore 21
SABATO 5 NOVEMBRE FASANO TETRO KENNEDY ore 21

Il programma ha inizio con la “Romanza” per violino e orchestra op. 50 di Beethoven, eseguita per la prima volta il 5 novembre 1798 a Vienna. La melodia elegante, sciolta e luminosa, il fraseggio del violino, passionale e cangiante nelle sue espressioni, caratterizzano questo brano scritto da un Beethoven trentenne.
Segue il Concerto per violino e orchestra op. 64 di Felix Mendelssohn, uno tra i più famosi concerti per violino e orchestra di tutti i tempi e l’ultima composizione per solista e orchestra sinfonica di Felix Mendelssohn. Conclude “Tasso: lamento e trionfo”, composto nel  1849 e la Rapsodia ungherese n. 2. di Franz Liszt, a cui è dedicata l’intera stagione sinfonica per celebrare il bicentenario della  sua nascita. Le 19 rapsodie ungheresi di Franz Liszt sono una composizione per pianoforte in forma libera ispirata ai moti patriottici ungheresi del 1848. Liszt scrisse questa raccolta in onore dei moti rivoluzionari per l’indipendenza dell’Ungheria dall’Austria. La Rapsodia n. 2 è entrata a far parte dei temi più celebri della musica classica che sono noti a tutti. Ha accompagnato pubblicità, spot e anche cartoni animati.

Uto Ughi
Violinista

Uto Ughi è nato a Busto Arsizio il 21 gennaio 1944 da genitori di Pirano d’Istria. Il padre è un avvocato triestino appassionato di musica, la madre nata a Voltago Agordino (BL). Uto Ughi ha iniziato da piccolo («5 o 6 anni» dice lui stesso) lo studio della musica e l’apprendimento delle tecniche violinistiche presso la scuola di musica Giovanni Battista Pergolesi a Varese sotto la guida del maestro Ariodante Coggi, debuttando a soli sette anni al Teatro Lirico di Milano imponendosi subito all’attenzione della critica e del pubblico come uno straordinario talento. Già a dodici anni Uto Ughi veniva considerato un artista tecnicamente ed espressivamente maturo. È considerato uno dei massimi esponenti della scuola violinistica italiana ed è fra i massimi interpreti contemporanei. Ha studiato con i maestri George Enescu a Parigi e Corrado Romano a Ginevra e all’Accademia Chigiana di Siena e in seguito ha proseguito gli studi con Riccardo Brengola, incontrando nel ricco ambiente culturale senese Andrés Segovia e Pablo Casals.
Oltre alla prolifica attività musicale, sia in sala di incisione, sia in numerose tournée, Uto Ughi è un protagonista anche nell’animazione culturale: ha fondato e anima diversi festival, manifestazioni e rassegne musicali: “Omaggio a Venezia”, finalizzato alla raccolta di fondi per il restauro dei monumenti della città, “Omaggio a Roma” (1999-2002), per la diffusione del patrimonio musicale. Dal 2003 gli ideali di tali eventi sono stati ripresi nel festival “Uto Ughi per Roma”, del quale Uto Ughi è fondatore e direttore artistico. Da ricordare anche l’istituzione con Bruno Tosi del premio “Una vita per la Musica”.
Il 4 settembre 1997 gli venne conferita l’onorificenza di Cavaliere di Gran Croce dal Presidente della Repubblica, per i suoi significativi meriti in campo artistico, mentre nell’aprile del 2002 ricevette la Laurea honoris causa in Scienze delle Comunicazioni. Fra le altre onorificenze ricevute da Uto Ughi, vi sono il titolo di Accademico di Santa Cecilia (1978), di Commendatore della Repubblica (18 febbraio 1981, conferitogli dal presidente Pertini) di Gran Ufficiale (2 giugno 1985). Tra i premi più significativi vinti da Uto Ughi vi sono il premio “Una vita per la musica – Leonard Berstein” (23 giugno 1997), il premio “Galileo 2000” (8 luglio 2003) .
Tra i violini in possesso di Ughi, due strumenti sono oltremodo preziosi: lo Stradivari Van Houten-Kreutzer[2] del 1701, appartenuto al violinista omonimo al quale Beethoven aveva dedicato la sonata in la maggiore op.47, ed il Guarneri del Gesù Cariplo-Hennel-Rosé[3] del 1744, appartenuto ad Arthur Grumiaux.

MARCELLO PANNI
Direttore Artistico e principale
Compositore e direttore d’orchestra romano, dalla fine degli anni ’70 Marcello Panni è ospite regolare delle
principali istituzioni musicali italiane e dei più importanti teatri lirici internazionali, quali l’Opéra di Parigi, il
Metropolitan di New York, il Bolshoi di Mosca, la Staatsoper di Vienna, la Deutsche Oper, il Covent Garden, il Liceu di Barcelona. Oltre alle più note opere di repertorio, Panni ha diretto la prima esecuzione assoluta di Neither di Morton Feldman all’Opera di Roma (1976), di Cristallo di Rocca di Silvano Bussotti alla Scala di Milano (1983), di Civil Wars di Philip Glass all’Opera di Roma (1984) e di Patto di Sangue di Matteo d’Amico al Maggio Musicale Fiorentino (2009). Panni ha composto diverse opere liriche: Hanjo per il Maggio Musicale Fiorentino (1994); Il Giudizio di Paride, per l’Opera di Bonn (1996), The Banquet (Talking about Love), libretto di Kenneth Koch, per l’Opera di Brema (1998) e ripresa più volte in Italia. Nell’aprile 2005 ha presentato al Teatro San Carlo di Napoli l’opera in due atti Garibaldi en Sicile. Per la cattedrale di Nizza ha scritto nel 2000 una Missa Brevis, per il Duomo di Milano; nel 2004 il mottetto Laudate Dominum e per il Festival di Spoleto 2009 ha composto l’oratorio i due parti Apokàlypsis su testo tratto da San Giovanni. Nel 1994 Marcello Panni è nominato direttore artistico dell’Orchestra dei Pomeriggi Musicali di Milano e quasi
contemporaneamente, direttore musicale dell’Opera di Bonn. Nel settembre del 1997 assume la carica di direttore musicale dell’Opera e dell’Orchestra Filarmonica di Nizza. Dal 1999-2004 è direttore artistico dell’Accademia Filarmonica Romana. Nell’autunno 2000 lascia l’Opera di Nizza per ricoprire il posto di consulente artistico al Teatro San Carlo di Napoli che mantiene per due stagioni. Nel 2003 è stato nominato Accademico di Santa Cecilia. Dal 2007 al 2009 ha ripreso la direzione artistica dell’Accademia Filarmonica Romana.
È attualmente il direttore artistico e principale della Orchestra Sinfonica “Tito Schipa” di Lecce.

Orchestra Sinfonica Tito Schipa

È nata nel 1977, fondata su impulso di Carlo Vitale, che l’ha diretta sino al 1988. Successivamente ha avuto come direttori stabili Carlo Frajese, Nicola Samale, Marcello Rota, Elisabetta Maschio, Francesco Vizioli, Carlo Palleschi, Massimo Quarta, Filippo Zigante. È stata diretta da prestigiosi direttori ospiti, fra i quali Piero Bellugi, Hubert Soudant, Gustav Kuhn, Donato Renzetti, Aldo Ceccato, Richard Bonynge, Vladimir Delmann, Alain Guingal, Stefano Ranzani, György Györyvanyi Rath, Enrique Mazzola, Hansjörg Schellenberger, Oleg Caetani, Lior Shambadal. Alle sue stagioni hanno partecipato solisti di fama mondiale come Michele Campanella, Franco Petracchi, Thomas Demengra, Maxence Larrieu, Leonidas Kavakos, Massimo Quarta, Margaret Marschall, Anna Caterina Antonacci, Danilo Rossi, Enrico Dindo, Andrea Lucchesini, Paolo Restani, Rocco Filippini, Joaquin Achucarro, Antonio Ballista e Bruno Canino, Salvatore Accardo, Benedetto Lupo, Pietro De Maria, Alexander Lonquich, Lilya Zilberstein.
Recentemente numerose pagine di autori contemporanei, tra i quali Ivan Fedele, Giorgio Battistelli, Matteo d’Amico, Roman Vlad, hanno avuto al Politeama Greco di Lecce, sede abituale dei concerti, la loro prima esecuzione assoluta.
Partecipa annualmente alla Stagione Lirica di Tradizione della Provincia di Lecce e svolge intensa attività sinfonica e lirica nel Salento e nella regione Puglia. L’Orchestra è stata ospite di importanti teatri e istituzioni musicali quali il Teatro Comunale di Bologna, il Festival Internazionale di Nevers, il Teatro di Marsiglia, Euromusica di Asolo, la Sagra Musicale Umbra, la Sagra Malatestiana di Rimini, il Festival Internazionale Latino-americano. Ha inciso recentemente un Omaggio a Tito Schipa con 5 giovani tenori italiani per Bongiovanni.

TELETHON
Organizzazione di Volontariato
Dal 1990 Telethon, insieme a milioni di italiani, ha lanciato una sfida: sconfiggere la distrofia muscolare e le
altre malattie genetiche. Una gara contro il tempo, perché sono tante le persone malate che aspettano una risposta, e dove le energie vanno dosate, perché sono pochi i fondi pubblici e privati investiti in questa ricerca mentre i costi per arrivare alla cura sono alti e molto impegnativi.
La fondazione
Per garantire alla ricerca sulla distrofia muscolare e le altre malattie genetiche il maggior numero di fondi la squadra di Telethon lavora tutto l’anno e si è dotata di un sistema di gestione rigoroso ed efficiente. Per ogni euro, circa settantasette centesimi vanno a finanziare laboratori all’avanguardia, istituti e attività istituzionali legate alla ricerca.
Area scientifica
La selezione dei progetti di ricerca migliori, il finanziamento di ricercatori meritevoli, la fondazione e il mantenimento degli istituti di ricerca fanno di Telethon un’eccellenza italiana nel mondo. Accanto al riconoscimento della comunità scientifica internazionale, il mondo della ricerca di Telethon è il più grande alleato di tutte le persone che convivono quotidianamente con la distrofia muscolare o con un’altra malattia genetica.
I bilanci
Telethon ogni anno spiega come ha investito i soldi donati dagli italiani. Lo fa attraverso la pubblicazione dei suoi bilanci, in piena trasparenza e attraverso la certificazione di revisori esterni.
I partner
La squadra di Telethon riesce ogni anno a raccogliere più fondi e finanziare più ricerca oltre che grazie alle donazioni di milioni di privati, anche grazie a partner istituzionali ed economici. Pubbliche amministrazioni, aziende, piccole imprese, associazioni, federazioni sportive e scuole che con il loro costante contributo alimentano la speranza in un futuro senza malattie genetiche e sostengono una ricerca che porta benefici a tutta la comunità.

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