Foto Antonio CastelluzzoLa convocazione di un ‘Tavolo nazionale interministeriale’ per la vertenza ‘Adelchi’ di Tricase è stata chiesta dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, in una lettera inviata ai ministri allo Sviluppo Economico Corrado Passera e al Lavoro e Politiche Sociali Elsa Fornero.

Vendola chiede che venga definito un percorso che conduca alla conferma degli ammortizzatori sociali per i lavoratori del gruppo Adelchi di Tricase, e alla formale estensione dell’Accordo di Programma Pit 9 alle aziende del cluster Adelchi.
”La insostenibile drammaticita’ della situazione – scrive Vendola – conseguente alla crisi delle aziende del gruppo Adelchi di Tricase, le quali hanno cessato ogni attivita’ ed avviato una procedura di mobilita’ che potrebbe concludersi con il licenziamento di oltre 700 lavoratori, e’ emersa ancora una volta nell’incontro che la Regione Puglia ha tenuto con il presidente della Provincia di Lecce, il sindaco del Comune di Tricase, il presidente di Confindustria Lecce, il Gruppo Adelchi Spa e le organizzazioni sindacali di categoria e confederali del territorio”.
”La Regione Puglia – continua Vendola – attraverso la cassa integrazione in deroga, ha fin qui garantito ai lavoratori interessati ed alle loro famiglie un paracadute sociale che e’ destinato a scadere il prossimo 31 dicembre. Al fine di offrire una prospettiva di reindustrializzazione al territorio interessato, questa Regione ha ripetutamente chiesto al precedente Governo, di estendere formalmente al Gruppo Adelchi l’Accordo di Programma del 1 aprile 2008 per le aziende del settore Tac del territorio salentino Pit 9”.
”Purtroppo – scrive Vendola nella missiva – nonostante la conferma dell’impegno da parte della Regione Puglia a sostenere con 20 milioni di euro i progetti industriali di adesione all’AdP, ogni sollecito ad intervenire in tal senso e’ stato fin qui eluso. Oggi la prospettiva della scadenza della cassa integrazione in deroga ci impone di compiere ogni sforzo per garantire ai numerosi lavoratori coinvolti la prosecuzione dell’accesso agli ammortizzatori sociali”.



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