Foto Antonio CastelluzzoLa mannaia di Trenitalia miete ancora vittime. Oltre 40 i passeggeri che, partiti dal Salento, da Bari e da Foggia, sono stati costretti a scendere nel cuore della notte, alle 3, alla stazione di Pescara.

Tutti erano privi del biglietto per viaggiare sull’Intercity diretto a Bologna, uno dei pochi treni sopravvisuti alla scure del gruppo ferroviario statale, che da oggi ha di fatto cancellato quasi tutti i treni notturni.
Gli oltre 40 passeggeri, tutti salentini e pugliesi, diretti al Nord per motivi di lavoro, avevano saturato l’unica carrozza con i posti a sedere, quella più economica, lasciando pressochè vuote le cuccette. Carrozza straripante di gente, salita a bordo senza pagare il biglietto. Anzi, l’avrebbero voluto pagare, ma la macchinetta erogatrice automatica, raggiunto il numero massimo di ticket disponibili per il vagone, non ne ha voluto sapere di stamparne ancora. E così è stato un vero e proprio assalto alla diligenza, con decine e decine di persone salite a bordo del treno, l’unico disponibile, per raggiungere il posto di lavoro, disposti anche a pagare la multa fino a 200 euro. In queste condizioni di pericolo, il capotreno è stato costretto a fare scendere i passeggeri. Alcuni a Foggia, altri a Pescara, dove il convoglio si è fermato e non è più ripartito. Ed è scattata la protesta: i passeggeri hanno così invaso i binari: “dobbiamo andare a lavorare, non potete farci scendere. Ci mettiamo davanti al treno e non lo facciamo più ripartire” il coro unanime elevatosi al cielo. Così è dovuta intervenire la polizia ferroviaria supportata da diverse volanti. Solo dopo una lunga contrattazione, i passeggeri sono stati convinti dagli agenti a liberare la sede ferroviaria. E solo dopo due ore, alle 5 del mattino, hanno potuto prendere il primo treno utile per raggiungere le loro mete. Una vera e propria Odissea, la loro, che a meno di ripensamenti da parte di Trenitalia, è destinata ad essere la prima di una lunga serie.

 

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