Paolo PellegrinoLo fa sapere in una nota il presidente provinciale di Fli, Paolo Pellegrino. La coalizione centrista si presenterà alle amministrative leccesi e della provincia con un proprio candidato, il centrodestra si rassegni

 

Le polemiche di questo giorni tra il sindaco uscente Perrone e il consigliere Pankiewicz a proposito di un sostegno di UdC al Pdl, hanno innescato una serie di reazioni da parte dei vertici provinciali e regionali dell’intera coalizione. Dopo il presidente regionale Negro e provinciale Ruggeri, interviene il coordinatore regionale Angelo Sanza e quello di Fli Francesco Divella che garantiscono un loro rappresentante alle amministrative leccesi. Un nome che verrà fuori a breve, per il momento è necessario bandire le polemiche e gli asti, ha commentato Pellegrino, “nella città di Lecce si stia assistendo, da parte del centrodestra, ad un attacco immotivato nei confronti dell’Unione di Centro. Attacco che, partito da considerazioni personali e non riscontrabili del Sindaco, viene inopinatamente rinfocolato da assessori e consiglieri desiderosi di apparire più realisti del Re. Forse sarebbe il caso di un generale rasserenamento. Siamo solo a dicembre e se il buongiorno si vede dal mattino corriamo il rischio che si accenda uno scontro al calor bianco che non è utile a nessuno”. L’invito al confronto e non allo scontro è stato pi volte auspicato da destra a sinistra al centro, ma le polemiche nascono puntuali ad animare la campagna elettorale leccese.

“Lecce ha bisogno di persone responsabili che non si lascino andare a litigi superflui, ma che pensino, invece, a costruire un progetto di governo utile e duraturo. Futuro e Libertà invita tutti, pertanto, ad abbassare i toni dello scontro per confrontarsi nel merito delle problematiche che ci vedranno certamente come competitori politici, ma che allo stesso tempo, e per certe specifiche questioni, potrebbero vederci convergere nel merito delle risposte.

Cosa c’è di più controproducente di irritanti battibecchi, utili soltanto ad esacerbare gli animi e ad allontanare le persone da eventuali idee di convergenza su tematiche specifiche che meriterebbero se non l’unanimità, certamente, una condivisione allargata? Lecce merita una classe dirigente all’altezza e ogni volta che si alzano i toni perde di credibilità non soltanto chi preferisce il litigio al dialogo, ma l’intera classe politica. E di questo Lecce non ne ha proprio bisogno” conclude Pellegrino.

 

 

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