Foto Antonio CastelluzzoA meno di un mese dalla partenza del mezzo pubblico per eccellenza, il filobus, gli autisti della Sgm incrociano le braccia per dodici ore, rispettando le fasce protette. A scatenare il malcontento anche l’annuncio del sindaco sulla dismissione della filovia

Molti di loro passerebbe dal part time all’orario pieno di lavoro e dignitosamente retribuito se il filobus andasse a regime in toto. Invece parte una linea e si rischia la soppressione dell’intero servizio, come annunciato dal sindaco Perrone in conferenza stampa sabato scorso. Ma questo è solo uno dei motivi che ha spinto gli autisti della Sgm a fermarsi per otto ore e a protestare di fronte la Prefettura questa mattina. Ad accompagnare i lavoratori nel sit-in sono state le sigle sindacali Cisal, Cisl e Uil, Cgil e Ugl. Si rivendica soprattutto la riduzione della tassazione sui premi di produzione, un regolamento governativo in atto dal 2008 e mai applicato dalla società partecipata del Comune e per la quale l’azienda non sopporterebbe nessun costo. E anche sui premi di produzione, fermi al 2004, ci sarebbero delle rettifiche da fare. L’azienda risulta in attivo – ha commentato Antonio Rizzini della Faisa Cisal – eppure l’organico è carente del minimo, a partire dal rinnovo delle divise da lavoro ormai logore. La speranza per i lavoratori di accedere ad un impiego full time si allontana così come quella di percepire uno stipendio che garantisca la sopravvivenza, a fronte dei 600 euro mensili attuali. All’incontro in Prefettura ha partecipato il presidente della Sgm Gianni Peyla che intende impegnarsi per venire incontro alle esigenze dei lavoratori e alle loro richieste. Gli sviluppi dei prossimi giorni saranno determinanti per il nuovo blocco previsto per il 15 e che provocherebbe non pochi disagi a ridosso delle festività natalizie.

 

ATTENZIONE: i commenti non sono moderati dalla redazione, che non se ne assume la responsabilità. Ogni utente risponderà del contenuto delle proprie affermazioni.