Foto Andrea StellaE’ stato presentato questa mattina presso il comando dei Carabinieri a Lecce il nuovo calendario storico dell’arma 2012. Un appuntamento con la tradizione che si rinnova.

Nell’anno dei festeggiamenti del 150° anniversario dell’Unità d’Italia il calendario ricalca quelli che sono stati i passaggi fondamentali che inseriscono a pieno titolo l’arma dei Carabinieri come protagonista indiscussa nella storia del nostro paese.

 

“Il parlamento palude alla benemerita arma dei Carabinieri.”  La copertina si apre con l’immagine di un carabiniere a Montecitorio, simbolo della vita democratica del paese. Il tutto rappresenta simbolicamente l’assoluta fedeltà alle istituzioni dapprima monarchiche ed in seguito repubblicane.

La prefazione raffigura il comandante di stazione con il sindaco il parroco ed il farmacista, ovvero le figure che hanno sempre caratterizzato il punto di riferimento della società. Un iconografia, questa, riproposta in vari sceneggiati e romanzi. Il calendario 2012 scorrendo cinquant’anni di storia dell’Arma e della Nazione, ha il merito di annodare i fili del passato a quelli del presente. E infatti, è proprio quell’ “essere al servizio” il comune denominatore che lega il sindaco, il parroco, il farmacista e i maresciallo in una preziosa complementarietà, riferimento sicuro e affidabile per i cittadini.

A seguire, la tavola di maggiore riferimento storico: la lotta contro il brigantaggio. La repressione del brigantaggio impegnò duramente l’Arma, che vi prese parte con oltre un quarto dei 18.461 carabinieri che ne costituivano l’organico all’indomani della proclamazione dello stato unitario. Sulla tavola viene raffigurato Chiaffredo Bergia, leggendaria figura dell’Arma nella lotta al brigantaggio, dapprima Brigadiere ed in seguito Maresciallo, meritando numerose onorificenze, tra cui una medaglia d’oro e tre d’argento, tutte al Valor Militare. L’eroico militare si spense a Bari nel 1892, all’età di 52 anni, col gradi di Capitano.

“Addio mia bella Addio”. Nella tavola successiva viene trattato il sentimento d’amore che lega il militare alla famiglia. Un esplicito riferimento alla terza guerra d’indipendenza ed al ruolo che ebbe l’Arma, con il suo contingente di 660 uomini. L’esito vittorioso del conflitto permise all’Italia di conquistare il Veneto, il cuo governo provvisorio fu inizialmente affidato all’Arma dei Carabinieri.

“Garibaldi arrestato tre volte”. Una tavola dedicata alle imprese ed ai tre arresti di Garibaldi, ma soprattutto a quella che era e che è la responsabilità dei Carabinieri di frenare anche quelli che sono personaggi di grande rilievo della società.

“Nascono a Firenze i Corazzieri”. Interessante tavola dedicata alla nascita del reparto dei Corazzieri. Il 30 aprile 1868 a Firenze, Capitale del Regno d’Italia dal 1864, si tenne la celebrazione ufficiale delle nozze tra il Principe Umberto di Savoia e la Principessa Margherita. Per conferire alle celebrazione la necessaria solennità si pensò ad un reparto militare di alta rappresentanza. La scelta cadde sui Carabinieri a cavallo. Il corteo si snodò per le strade di Firenze tra una folla straripante giunta da tutta l’Italia. I Carabinieri indossarono le corazze e gli elmi indossati 26 anni prima a Stupinigi in occasione del Re Vittorio Emanuele II e “rubarono la scena” alla stessa coppia principesca. In virtù di tale successo, il reparto non venne più sciolto, ma anzi istituzionalizzato assumendo il nome di “Carabinieri Guardie del Re”, progenitori degli attuali Corazzieri che, a Palazzo del Quirinale a Roma, svolgono i servizi d’onore e di sicurezza in favore del Presidente della repubblica.

“La prima lettera da Roma Liberata”. Non è ufficiale che questa lettera rappresenti il primo documento ufficiale della Roma liberata, ma la storiografia la colloca comunque come una delle prime testimonianze assolute della liberazione della città. Si parla della lettera che il Luogotenente Giacomo Acqua invia alla moglie Rosa ,poche ore dopo l’ingresso in Roma, spiegando: “Ti scrivo. Dunque sono vivo, e sto bene. Abbiamo avuto poche, ma dolore perdite. Noi siamo entrati dalla breccia aperta in vicinanza di Porta Salaria, dalla nostra Artiglieria . Addio di cuore. Saluta mio padre e la tua famiglia.

Tuo Giacomo”.

“A Roma, subito al lavoro”. Questa tavola fa riferimento all’esondazione del Tevere. Evento particolarmente gravoso che viene raffigurato per sottolineare quello che fu il grande impegno dei carabinieri di soccorso e soprattutto di scongiura dello sciacallaggio umano e delle possibili razzie.

“Un raggio di sole sulla Bandiera dell’Arma”. Il 14 Marzo 1894, a Roma, il Re Umberto I consegnò al comandante della Legione Allievi Carabinieri il Tricolore che ancora viene conservato nell’ufficio in cui è stato consegnato e che per tradizione viene ancora custodito dal comandante attuale della Legione Allievi Carabinieri.

“Nasce l’editoria dell’Arma”. L’editoria dell’Arma prese vita nel 1872 per iniziativa di un privato, l’editore Carlo Marchisio. Non ebbe una lunga vita editoriale, in quanto venne pubblicato solo fino al 1879, ma gettò le basi per quella che sarebbe diventata la rivista Ufficiale dei Carabinieri edita direttamente dall’Arma e pubblicata ancora oggi periodicamente.

“L’arte scopre i Carabinieri”. In questa tavola si celebra l’inizio di una iconografia artistica che vede protagonisti i Carabinieri. Nel 1884 a Torino, Sebastiano De Albertis presentò all’Esposizione di Belle Arti il quadro intitolato “Pastrengo nel 1848”, che celebrava la travolgente carica dei Carabinieri a cavallo avvenuta il 30 aprile 1848 nel corso della I Guerra d’Indipendenza.

“Soccorso, assistenza e protezione”. Sono queste le tre parole chiave che riassumono lo scopo dell’Arma, ma che soprattutto rappresentano l’impegno dell’Arma durante l’epidemia di colera del 1884 che da Bergamo si diffuse poi in tutta la Penisola. Il tragico evento trovò subito il supporto dei carabinieri e dell’Esercito.

“Contro il pericolo eversivo”. Alla fine degli anni novanta le insurrezioni ed i tumulti iniziavano ad avanzare. I Carabinieri iniziarono in maniera organica ad impegnarsi sul fronte pubblico e ad indagare sulle vicende. Inoltre, furono i primi  a pagare un tributo di sangue per contrastare l’ondata sovversiva. Il brigadiere Giuseppe Campi e il Carabiniere Adriano Fini vennero aggrediti e feriti da una turba di oltre 400 individui armati mentre pattugliavano a cavallo la zona di Passo della Foce.

“A Creta e in Cina le prime missioni di pace all’estero”. Nel 1897 i Carabinieri furono chiamati alla prima impegnativa missione all’estero con funzioni di polizia e di addestramento. E’ da qui che iniziarono a fare quello che fanno ancora oggi; dando non solo supporto militare ma diventando anche e soprattutto garanti dell’ordine e della sicurezza pubblica.

“Carabinieri col dovere dell’eroismo”. Celeberrimo e tragico il terremoto che colpì la Sicilia e Messina. Terremoto che procurò migliaia di morti. L’impegno dei Carabinieri, che intervennero con un presidio militare molto ben organizzato,è quello sempre dimostrato in simili circostanze. Già nel  1872 erano intervenuti nell’entroterra napoletano, in soccorso delle popolazioni colpite dall’eruzione del Vesuvio, quindi nello stesso anni in Toscana e nel Ferrarese per le ricorrenti alluvioni.

Il sostegno dei Carabinieri alle popolazioni non mancò nemmeno in occasione del grave sisma che colpì nel 1883 Casamicciola, sull’Isola d’Ischia, e si rinnovò in Lombardia Puglia, Veneto, in occasione delle inondazioni del 1903 e del 1905.

“Dal concerto in piazza alla Scala”. Una tavola per celebrare la nascita della banda dell’Arma. Nati ufficialmente il primo ottobre 1820 come trombettieri inseriti nelle formazioni a piedi e a cavallo, i “Carabinieri musicanti” costituirono nel 1862 le Fanfare delle Legioni, col caratteristico pennacchio rosso e bianco. Il potenziamento della Legione Allievi di Roma portò alla nascita dell’attuale Banda dell’Arma. Le frequenti esibizioni nelle manifestazioni di rilievo nazionale  e la partecipazione, nel 1898, al Concorso internazionale di bande svoltosi a Torino in occasione dell’Esposizione Generale Italiana, ne delinearono il profilo di vera e propria “orchestra di filati”. Dopo che la sua fama l’aveva già portata a esibirsi e Parigi e a Londra, il 15 marzo 1920 le venne assegnato il ruolo di “Banda dell’Arma dei Carabinieri”.

Una fama artistica in continua ascesa, che il 19 marzo 2011, nell’ambito delle celebrazioni delle 5 Giornate di Milano, ha portato la Banda a tenere uno storico concerto al Teatro alla Scala. Tempio mondiale della musica lirica.

Il Calendario si conclude, come di tradizione con l’elenco delle decorazioni e dei titoli dell’Arma durante il corso della Storia Patria.

Il componimento grafico del calendario è a cura di Luciano Jacus.

 

 

 

 

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