“Il traffico natalizio ha dimostrato come Lecce non sia ancora preparata ad offrire spazi idonei al contenimento dei flussi di auto. I cittadini meritano una città a misura d’uomo che non dimentichi che eccesso di veicoli nel centro significa inquinamento e danni alla salute.”

Lo dichiara Loredana Capone.
“La verità è che dopo 13 anni e nove ubicazioni ancora non c’è un parcheggio e un piano traffico che possano definirsi tali. Entrambi sono però indispensabili nell’interesse pubblico e i cittadini devono sapere quali sono le scadenze di fine lavori del parcheggio ex Enel e a quale piano traffico ambisce questa amministrazione. E’arrivato il tempo delle decisioni, e l’amministrazione comunale ha il dovere di garantire la salute e il benessere della comunità chiamata  a rappresentare.
Negli ultimi anni non si contano gli annunci, le proposte, la posa di prime pietre per imminenti costruzioni anche nei siti più impensati. Tra i tanti ricordiamo il cantiere ex caserma Massa che rappresenta forse l’emblema degli scogli burocratico amministrativi che quest’amministrazione non riesce a superare: c’è già stata la convenzione per l’affidamento dei lavori eppure si attende ancora l’esito dei sondaggi archeologici. E poi i siti delle cave di Marco Vito, di P.zza Mazzini, di Viale Papa Giovanni XXIII, di P.zza Congedo. Oggi apprendiamo dalla stampa che l’amministrazione Perrone ha rilanciato l’ennesima ipotesi di un mega parcheggio nell’area limitrofa alla caserma Pico, tra via Galliano e via duca D’Aosta. Si tratta di un progetto che risale a 4-5 anni fa ma che ancora una volta non è mai andato in porto.
Il risultato di tanta incertezza e di tanti annunci è clamoroso: Lecce resta probabilmente l’unica città capoluogo che non dispone di un solo grande parcheggio coperto e che, anzi, presenta un parcheggio a raso sotto le mura della città quasi sempre vuoto.
Insomma, sulla questione parcheggi quest’amministrazione di centrodestra ha sostanzialmente mancato tutti gli appuntamenti.
A chi attribuire, ad esempio, il fallimento e le responsabilità della mancata attuazione del piano affidato nel 2001 alla S.G.M., la Partecipata che gestisce il trasporto pubblico e la sosta del Comune, per la realizzazione di tre silos per 2.300 posti auto con la previsione di un mutuo pari a ben 23 miliardi di lire? Forse un contenzioso mal gestito ma la realtà delle cose induce a credere che la mancata attivazione di investimenti nel piano delle opere pubbliche altro non rappresenta se non una testimonianza di inefficienza inaccettabile. Ma come si costruiscono i parcheggi in questa città è sotto gli occhi di tutti, basti pensare all’eterno cantiere dell’area dell’ex Enel, un progetto con variante approvato dal Consiglio a favore di un soggetto pubblico, Enel appunto, ceduto poi ad un privato di cui si conoscono i tempi dell’inizio ma di cui, al contempo, non si intravede ancora la fine.
Già nel 1993, attraverso lo studio dei flussi di autoveicoli collegato alla progettazione del primo piano traffico, si accertò che 103.000 mezzi in entrata e più o meno altrettanti in uscita (un’enormità per una città di poco più di 90.000 abitanti), impegnavano il traffico cittadino e soprattutto l’area interna alle vecchie circonvallazioni. In contemporanea l’Università accertava che nelle diverse vie monitorate i livelli di sforamento ambientale delle cosiddette polveri sottili erano già una drammatica realtà. Già allora nonostante l’impegno elettorale sempre assunto di realizzare un parcheggio pubblico in area a ridosso e all’interno del centro, nulla è stato fatto, anzi, a dire il vero, non è stata attuata nessuna politica di sensibilizzazione dei cittadini all’uso del mezzo pubblico e dei parcheggi di scambio, piuttosto, sono stati rimossi gli unici autobus che circolavano sempre pieni: quelli elettrici del centro storico. In questo disastrato scenario, quindi, essendo l’unico dato certo la costruzione del parcheggio nell’area ex Enel, è lecito sapere quando finiranno i lavori? E con quali garanzie per il parcheggio pubblico? Quando la città potrà dotarsi di un piano traffico idoneo per un capoluogo che assorbe turisti e lavoratori che vengono da altre realtà ma sono per Lecce un’opportunità?”

 

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