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Bel concerto, quello dei Toromeccanica, che Giovedì scorso si sono esibiti nella location del “Gioia – coffee drink and restaurant” a Galatone, in una serata interamente organizzata dal gruppo di amici “Movimentiamo il centro Storico”, dove il gruppo salentino ha presentato i brani del loro primo

 

album, “Star System”, dall’8 Luglio in vendita, che contiene 7 brani tra cui “Bungalow”, divenuto un vero tormentone nell’estate 2009, e “L’amore ai tempi della crisi”, l’ultimo singolo della band, che ha riscosso grande successo nelle classifiche musicali e da tempo strasmesso nelle radio locali.

D: Quando sono nati i “TOROMECCANICA”?

R: I Toromeccanica sono nati nel 2005; in realtà, già da tempo, due dei componenti del gruppo (io e il chitarrista Iulo Merenda) suonavamo in un altro progetto musicale, esibendoci in dei pezzi dei Pink Floyd.
Ho poi deciso di creare un progetto musicale di inediti, in quanto da tempo scrivevo delle mie canzoni, ed dopo aver trovato insieme a Iulo gli altri ragazzi del gruppo, abbiamo così iniziato a suonare ed esibirci con questi pezzi interamente nuovi.

D: Da dove nasce il nome “TOROMECCANICA”?

R: Il nome Toromeccanica nasce perché a quel tempo stavo scrivendo anche un libro, che poi in realtà non ho mai finito, al quale avevo dato il titolo di “Toromeccanico”; e sempre a quel tempo Iulo aveva dato un nome provvisorio al gruppo, del tipo “Deatea”, ma a me non piaceva per niente e dopo essere arrivati ultimi ad un concorso musicale, ne ho approfittato per cambiare nome al gruppo, affermando che quello di “Deatea” portava sfortuna.
Per tanto il nome “Toromeccanica” nasce dal titolo del libro che stavo scrivendo e dall’idea degli altri ragazzi del gruppo di cambiare l’ultima lettera e trasformando così “Toromeccanico” in “Toromeccanica”, in quanto ci sembrava che fosse meglio orecchiabile e che rappresentasse un qualcosa di più vasto, e poi era di sicuro un nome del tutto nuovo e originale.

D: Come definite il vostro genere musicale?

R: In passato definivo il nostro genere musicale “Latin rock”, in quanto noi siamo partiti col suonare canzoni rock, come quelle di Vasco Rossi, per poi arrivare ad avere una certa cadenza latina. Ora potrei definire il nostro genere musicale molto “Pop”, anche se l’ultimo singolo, “Non mi sbilancio (Testuggini)”, il pezzo che stavamo portando a Sanremo Giovani, è più “rock” che “pop”.

D: Sappiamo che avete affrontato le varie selezioni per partecipare a Sanremo Giovani 2012, ma che alla fine non siete stati scelti; cos’è successo?

R: Si abbiamo partecipato alle selezioni dell’Accademia di Sanremo – “SanremoLab”, anche se quest’anno si chiamava “Cartasi – area Sanremo”; abbiamo affrontato i vari stage e le audizioni, e da quasi 300 che eravamo siamo arrivati in 40 al Teatro del Casinò di Sanremo, dove c’è stata la finale per aggiudicarsi i due posti all’accesso a Sanremo Giovani 2012; ed è lì che purtroppo si è conclusa la nostra avventura sanremese.

D: Pensate di ripresentarvi nella prossima edizione di Sanremo?

R: Abbiamo vissuto una bella esperienza, anche dal punto di vista umano; il viaggio per raggiungere Sanremo era lunghissimo e stancante ed è stata un esperienza molto dispendiosa (sorride)…..ma se ora mi domandi se la rifarei…bè ti rispondo che al momento non saprei cosa dirti. In realtà è un’esperienza che richiede molto tempo e, visto che la maggior parte di noi del gruppo ha anche un lavoro, fare questo “esperimento” significa, quindi, dover mettere da parte gli impegni lavorativi per dedicarsi completamente a questa avventura.
In ogni caso, da quest’anno, hanno anche abbassato di molto il limite d’età per partecipare alle selezioni (prima era 36 anni ora è 29 anni) e quindi se rimanesse questo vincolo anche per l’anno prossimo non potremmo comunque partecipare, perché tre quarti di band è sopra i 30 anni.

D: Da cosa prendete spunto nello scrivere i testi delle vostre canzoni?

R: Prendo spunto da situazioni assolutamente reali; ad esempio il brano “L’amore ai tempi della Crisi” è nato da un discorso fatto con una ragazza molto bella attraverso una “chat”. Infatti, parlando con questa ragazza e vedendo le sue foto, i locali che frequentava e i vestiti che indossava e pensando a tutto questo, ma soprattutto vedendo le mie possibilità economiche (perché ormai anche se lavori a fine mese è difficile arrivare), ho avuto questa ispirazione e così scrissi “L’amore ai tempi della crisi” in 5 minuti.

D: Cosa ne pensate delle nuove band, come i Modà, i quali stanno avendo un straordinario successo?

R: I Modà sono 10 anni che cercano di raggiungere il successo che ora hanno e mi spaventa un po’ vedere quanto hanno faticato per arrivare ad imporre il loro modo di scrivere e il loro genere musicale; io li seguivo già da tempo e so che hanno girato tutta l’Italia portando avanti delle canzoni buone, ma senza mai avere il giusto riconoscimento, per questo sono contento del successo che ora stanno avendo perché è assolutamente meritato.
Spero un giorno che anche noi potremmo collocarci in mezzo a queste band di successo; noi facciamo delle canzoni che non possono essere accostate a nessun altro gruppo, ma nello stesso tempo quella mezza ironia che noi usiamo nei nostri brani, forse porta a dubitare se noi “stiamo facendo sul serio” o se stiamo solo giocando; ad esempio la canzone che abbiamo portato a Sanremo, “Non mi sbilancio (Testuggini)”, è una canzone che, nel nostro modo di vedere le cose, è una canzone seria, ma forse quelli di Sanremo non l’hanno capita.

D: Cosa vi aspettate dal futuro?

R: Bè…cosa si aspettano tutti i ragazzi della band…sinceramente non lo sò; io mi aspetto e spero di continuare a scrivere tante altre belle canzoni, perché di canzoni ne puoi fare tante, ma sono pochissime quelle che hanno un ingrediente magico, come lo hanno avuto “Bungalow” e “L’amore ai tempi della crisi”, perché sono di quelle canzoni che nascono una volta ogni 40 brani scritti, e quindi mi aspetto di trovare subito l’ispirazione giusta per realizzare un altro grande successo.
Inoltre, nel nostro album, “Star System”, ci sono due altri brani abbastanza forti (“Desisti” e “Sospiri”), su cui la nostra casa discografica punterà l’anno prossimo, realizzando anche il relativo video e promozione a livello radiofonico; due pezzi un po’ diversi rispetto al “L’amore ai tempi della crisi”, forse meno divertenti e più da cantautore impegnato, però sono comunque due brani interessanti e che io amo molto.

 

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