“REGISTRO ITALIANO in INTERNET: dietro questo nome altisonante si nasconde una società tedesca – la DAD Deutscher Addressdienst GmbH – che attraverso formulari prestampati chiede a malcapitati ed inconsapevoli cittadini di comunicare i propri dati da inserire in un catalogo on line, il Registro

Italiano in Internet appunto, a costi esorbitanti.
“Non paga di aver ingannato numerosi cittadini e delle condanne inflitte dalle Autorità competenti, il Registro Italiano in Internet non risparmia proprio nessuno, neppure il Comitato Regionale per le Comunicazione della Regione Puglia!” – dichiara sorpreso il Dott. Domenico Giotta direttore del Corecom, destinatario di una richieste di aggiornamento dati inviate dalla Società di Amburgo.
La missiva nasconde – dietro quella che potrebbe sembrare una semplice richiesta di “attualizzazione” dei propri dati ai fini di una pubblicità gratuita – una vera e propria proposta commerciale per l’inserzione a pagamento della durata di tre anni”.
Di difficile lettura, anche per i caratteri utilizzati, il modulo eventualmente sottoscritto dal cittadino poco accorto e rispedito alla DAD, vincola lo stesso a versare la somma di € 958,00 ad anno, per tre anni consecutivi.
Vessatoria si rivela altresì la circostanza dell’individuazione della legge applicabile, quella tedesca, e del foro competente per le liti, qual è Amburgo.
Sul punto l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato si era già pronunciata nel 2007 affermando che il messaggio è “idoneo ad indurre in errore i consumatori, in ordine allo scopo promozionale da esso perseguito ed alle condizioni economiche dell’offerta. Il messaggio, infatti, non indicava con sufficiente chiarezza che la semplice sottoscrizione del modulo per l’inserimento della propria attività commerciale nella guida pubblicizzata non è gratuito, ma comporta il pagamento di un corrispettivo e, pertanto, l’Autorità ne ha vietato l’ulteriore diffusione”.
Sorda a tali provvedimenti, la Deutscher Addressdienst GmbH ha continuato ad inoltrare le suddette missive sia in Italia che in altri Paesi.
“Abbiamo già provveduto – precisa il Direttore del Corecom – ad avviare le necessarie procedure presso l’Authorities garanti del Mercato e delle Comunicazioni per segnalare l’ingannevolezza del messaggio pubblicitario anche al fine di sanzionare tali prassi commerciali scorrette ed illegittime”.
L’invito, quindi, è quello di essere accorti e di non firmare eventuali moduli poco chiari che dovessero pervenire da aziende straniere, onde scongiurare il rischio di dover pagare centinaia di euro per un servizio mai richiesto”.

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