Foto Antonio CastelluzzoLe Fiamme Gialle della Tenenza di Casarano hanno da poco concluso un’articolata indagine nel settore delle frodi in materia di prestazioni sociali pubbliche, culminata con la denuncia alla Procura della Repubblica di Lecce, per truffa aggravata ai danni dello Stato

,  di un uomo che ha percepito, indebitamente e per circa quattordici anni, l’indennità pensionistica di accompagnamento spettante al figlio disabile, residente all’estero già da diversi anni.

Protagonista è un  uomo di 61 anni, di Melissano, il quale, fornendo annualmente all’INPS dati non veritieri circa la sussistenza dei requisiti previsti dalla Legge per l’erogazione del beneficio in parola, ha intascato, complessivamente, circa 70 mila euro di indennità di accompagnamento.

Nel dettaglio, l’uomo percepiva tale beneficio in relazione alla cecità del figlio, residente all’estero con la madre, successivamente alla separazione dei coniugi. Allo sfortunato bimbo era stata diagnosticata una patologia invalidante in Italia, prima della separazione coniugale;il figlio aveva seguito la madre in Svizzera e, pertanto, veniva meno un requisito essenziale  per la percezione del contributo in parola: la residenza nel territorio nazionale.

Infatti, la presentazione di un’autocertificazione non veritiera, in quanto falsamente attestante la residenza nel territorio nazionale del disabile, ha indotto in errore l’INPS che,  ha provveduto ad erogare negli ultimi 14 anni il trattamento economico non dovuto.

L’uomo, ogni mese, si recava presso l’ Ufficio Postale del paese di residenza, provvedendo al ritiro del contributo di accompagnamento che, nel frattempo, l’Ente previdenziale accreditava su un libretto di risparmio intestato allo stesso ed all’ignaro figlio disabile, oggi ventenne.

Le procedure di recupero del contributo indebitamente percepito sono state già avviate  dalle Fiamme Gialle interessando l’Ente previdenziale competente.

 

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