Da sabato 3 a domenica 11 dicembre (orario d’apertura 16-20 e domenica mattina 10-12 – ingresso gratuito) il Castello Baronale Aragonese di Martano, in provincia di Lecce, si terrà la decima edizione della rassegna “Agorà Design” organizzata da CNA di Lecce e Azienda Speciale per i Servizi Reali alle Imprese, con il patrocinio di Camera di Commercio di Lecce, Comune di Martano, Ordine degli Architetti PPC di Lecce.

La manifestazione, ogni anno, rappresenta una fertile occasione che stimola il processo d’incontro e di sintesi tra la tradizione dell’artigianato e le nuove tendenze di design, con l’obiettivo di valorizzare l’identità salentina. Il Salento è terra di creativi, di artigiani sapienti e artisti estroversi. È la terra del barocco e dell’architettura briosa e mai banale, ricca di materiali semplici e versatili allo stesso tempo. In questo contesto l’artigianato e l’arte si mescolano, si confondono, si agitano in una continua evoluzione che ha portato designer e aziende salentine alla ribalta nazionale ed internazionale.

“Agorà Design” è l’annuale momento di incontro di queste tendenze: una manifestazione cresciuta, anno dopo anno, passo dopo passo, puntando alla qualità e alla semplicità. La novità più importante di questa edizione è rappresentata da un premio, riservato a tre selezionati ritenuti meritori e corrispondenti ai criteri del regolamento, ai quali verrà assegnato uno spazio presso il Salone Internazionale del Mobile di Milano per aprile 2012. Come le scorse edizioni, anche quest’anno la partecipazione è gratuita, ma limitata ad un massimo di trenta espositori.

Come già avvenuto la scorsa edizione, anche quest’anno la rassegna sul design salentino può contare sulla collaborazione dell’azienda “Sprech”, leader nel settore delle tendocoperture, che indice un concorso di idee riservato a proposte per la progettazione di prodotti inediti e originali di arredi da giardino e coperture per esterni (collezione arredi per esterno, gazebo ecc.), tenendo conto della realtà produttiva territoriale pugliese e del genius loci che da sempre la caratterizza. I vincitori del concorso di idee si aggiudicheranno un premio in denaro e potranno, eventualmente, essere inseriti nel catalogo dell’azienda “Sprech”.

La rassegna, che si terrà sabato 3 alle ore 18 e si chiuderà domenica 11 con la cerimonia di premiazione, ospiterà anche due appuntamenti culturali. Sabato 3, domenica 4 e giovedì 8 dicembre (dalle 18 alle 20) il Castello accoglie Bluff Point di Massimiliano Manieri. “Più che un’installazione, la costruzione di un’esperienza. Più che il passivo assistere, un più diretto modo di esserne al centro. Un modo differente di attraversare un aspetto di noi. Si richiede forse un pizzico di incoscienza, di abbandono. Da qualche parte dovrebbe essercene rimasta, un poco”, come sottolinea l’autore. L’installazione consiste in un cubo delle dimensioni di 2 metri per lato. Il cubo contiene un abitante che interagisce con l’esterno, quindi col visitatore, solo attraverso un foro attraverso cui passa il suo braccio. Al visitatore è permesso interagire tattilmente con la mano dell’abitante rinchiuso, ma anche di parlare attraverso la seta che ricopre il cubo. La voce dell’abitante è microfonata ed amplificata dall’interno. Chiaro che le presenze non rivelate lasciano il dialogo sospeso all’interno di un concetto di “incontro tra sconosciuti” che tale rimarrà. Compito dell’abitante del cubo è tirare fuori dal visitatore la voglia di parlare liberamente del proprio “io”. La componente teatrale dell’installazione non concede comunque spazi cliché, sicché ogni visitatore porta con sé le proprie problematiche, i personali segreti, che volendo confesserà, viceversa tra i due si instaurerà un semplice rapporto di ascolto che tocca i semplici cassetti che il visitatore vuole toccare ed aprire… Intorno al cubo sono disseminati oggetti surreali e simbolici che rendono la scena una specie di territorio di sogno che vorrebbe toccare corde legate a ricordi, rimandi a fanciullezze mai del tutto svilite. Si accede all’installazione uno per volta, ed i due personaggi, una volta entrati in contatto, sono isolati dal resto del luogo, in una reale possibilità di intimo dialogo. La durata media di ogni singolo incontro varia dai tre ai sei minuti, tempo sufficiente per accorgersi di che livello assumerà l’approccio e liberare i gradi di confidenza voluti. All’interno del luogo che contiene il Bluff Point viene diffusa musica molto rilassante che immerge ulteriormente lo spazio in una atmosfera di assoluto distacco dal resto. Naturalmente, non essendoci condizioni dettate, ognuno, nel dialogo, a seconda del livello di profondità intrapreso, scava nell’altro ciò che l’altro concede, ma il risultato è, nella media, intimo e soffuso, molto più raccolto delle possibilità naturalmente offerte dagli schemi quotidiani fatti di diffidenze legate a delusioni, amarezze. All’interno del Bluff Point non si deve dimostrare nulla, non avendo aspettative mirate, ci si libera e ci si confida, in un semplice momento vuotato da zavorre.

Martedì 6 (ore 19.00) spazio alla presentazione di “Fino alla fine del giorno” (Lupo editore), romanzo d’esordio del giornalista e scrittore Osvaldo Piliego, direttore di Coolclub.it e collaboratore del Nuovo Quotidiano di Puglia e di Rockerilla. Il pub di Settimio è l’approdo di generazioni perdute, il punto d’incontro di storie confinanti, di solitudini che annaspano nell’illusione di risolversi in cerca di una free way destinata a rivelarsi una diaspora. Le radici si  sgretolano insieme alla sassosa terra salentina, incapaci di trattenere valori e tradizioni nell’incalzare disordinato di tempi nuovi e non certo migliori. Luca, Francesca, Dora, zio Franco, Emanuele dalle storie della famiglia Peschici e dalla costellazione dei personaggi che incrociano le vicende di Danilo emerge un quadro di gente a volte ignara di tradire se stessa, totalmente partecipe delle inquietudini e delle corruzioni che segnano l’oggi in modo globale, immersa in un disorientamento a malapena illuminato da barlumi di autocoscienza e dai legami affettivi che hanno nutrito l’infanzia. Dal coraggioso e coinvolgente romanzo di Osvaldo Piliego esce il Salento oscuro, nascosto a chi insiste a rifugiarsi in una pizzica mitizzata come emblema di purezza primigenia; è la denuncia di una penna “giovane” che, pur intrisa di nostalgia, rifiuta le panoramiche da cartolina per guardare ad occhi aperti  la realtà e interrogarsi sui rischi che essa comporta.

Agorà design ospita, inoltre, una serie di degustazioni di prodotti enogastronomici salentini. Domenica 4 dicembre spazio alle birre artigianali a cura di “Elite Beer”. La birra è la bevanda più diffusa sul nostro pianeta e pur essendo una bibita attualissima vanta origini molto antiche. La sua storia ha oltre cinquemila anni e la sua origine va situata fra Mesopotamia e Antico Egitto. A seconda dei tempi e dei Paesi ha modificato la sua natura, senza però mai tradirla, adeguandosi ai gusti, alla cultura, alla disponibilità delle materie prime. Giovedì 8 dicembre lo chef Andrea Serravezza e il maitre Massimo Gaetani allieteranno i palati degli spettatori offrendo “l’Olivotto”, originale crema dolce di oliva realizzata con l’oliva Cellina di Nardò. Sabato 10 dicembre spazio alla degustazione di vini e formaggi della “Masseria Capasa” di Martano, che propone una produzione casearia tipica del Salento, seguendo con passione ed esperienza la tradizione culinaria locale.

Inoltre Giovedì 8 dicembre (dalle 10.00 alle 12.00) appuntamento con Rifiutili! Rendere utili i rifiuti, laboratorio di riuso dei materiali per bambini della scuola primaria a cura dell’associazione Il Dado di Calimera.

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