“Lo “Sportello dei  Diritti” è impegnato da anni in una battaglia di civiltà contro ogni tipo di multa illegittima o ingiustificata e riceve segnalazioni che vengono da ogni parte d’Italia su anomalie, ingiustizie ed errori che si verificano nella contestazione delle infrazioni.

Questa volta segnaliamo il caso di un giovane senegalese sanzionato nella ZTL di Lecce nonostante in quella sede si fosse ampiamente giustificato sulla necessità di aver dovuto accedere nell’area a traffico limitato per consentire lo scarico di merci.
Come si evince, infatti, chiaramente dall’attestazione del parroco della chiesa di S. Nicola di Mira responsabile del progetto AFERSI i cui uffici si trovano nella piazzetta chiesa Greca n. 13, l’autovettura condotta dallo straniero si trovava in via Ferrante D’Aragona dalle ore 09,15 per procedere ad operazioni di carico e scarico merci. Di tanto, veniva data comunicazione dallo stesso agli agenti  verbalizzanti che lo riportavano testualmente nel verbale: “ero in fermata x lo scarico di materiale”.
Peraltro, lo stesso cartello di divieto di transito della zona a traffico limitato in  cui sono ubicati i locali del  progetto AFERSI consente il transito ai “veicoli merci” nella fascia oraria compresa dalle 05,00 alle 10,00.
Pertanto, secondo quanto sostenuto dagli esperti dello “Sportello dei Diritti” e dal giovane africano in sede di contestazione della violazione, nessuna violazione poteva essere attribuita al conducente il quale si era dovuto trattenere oltre le ore 10,00 solo per consentire i rilievi di un  sinistro stradale occorsogli, né si comprende tale eccesso di zelo da parte dei solerti operatori di P.M. i quali non  hanno preso in benché minima considerazione le motivazioni addotte da questi.
Non vogliamo essere maliziosi perché riteniamo da sempre che la città di Lecce sia tra le più accoglienti del Paese, ma Giovanni D’Agata componente del Dipartimento Tematico Nazionale “Tutela del Consumatore” di Italia dei Valori e fondatore dello “Sportello dei Diritti” si chiede se si sia voluto esagerare con un esemplare sanzione amministrativa nei confronti di un ragazzo solo per il colore della pelle ed il suo accento o perché neanche gli operatori di Polizia Municipale hanno compreso  la segnaletica stradale che si presta ad almeno due interpretazioni?
Ad ogni buon conto, lo “Sportello dei  Diritti” ha già provveduto a redigere ricorso contro il verbale ritenuto ingiusto, confidando in un ravvedimento da parte del Comando di P.M. di Lecce.”