Paris Too Far, progetto barese electro  synthpop , formato da Davide, Alessandro, Ventura In, Rob.

Com’è nata questa collaborazione?

La collaborazione nasce inizialmente tra Alessandro e Davide i quali si conoscono tramite “Lupo”, amico e chitarrista in comune. Dopo aver ascoltato le basi prodotte da Alessandro nel modo più “street” possibile, ossia nello stereo della macchina di Alessandro, i due decidono di lavorare sotto un marchio comune. Succede però che quello che era nato come un duo, diventa subito un trio quando Alessandro sente Ventura suonare la batteria, immediatamente lo coinvolge e Ventura entra in formazione. Dopo un rodaggio in questa formazione i tre avvertono l’esigenza comune di spingere l’attitudine della band verso una direzione più suonata, ed è così che i tre coinvolgono Rob al basso.

Domanda di rito: perché “Paris Too Far”?

Parigi è lontana. E questo può avere dei lati positivi o negativi. Il riferimento a Parigi è chiaramente dovuto alla scuola dance francese nel senso più ampio del termine, dai Daft ai Phoenix ai Justice, tutti punti di riferimento dei PTF che scrivono in inglese, ammirano i francesi, ma che sono italiani, anzi, meridionali, quindi ancor più lontani da Parigi. E’ un dato di fatto. E poi quando abbiamo scelto il nome, eravamo ubriachi!

Che cosa caratterizza il vostro progetto?

Uno stile personale che, non si sa come, è venuto fuori immediatamente senza tuttavia rincorrere nessuno. I PTF amano ascoltare e suonare generi simili ma li guardano da prospettive diverse. Davide viene dal grunge e canta con intensità emotiva un po’ sconosciuta alle produzioni elettroniche, Alessandro ha un approccio trasversale, dall’intimista e oscuro al funk, Ventura suona sempre divertendosi e la voglia di creare movimento nel beat, Rob ha grande cultura musicale e un’attitudine sporca, quasi punk.

Descriveteci i vostri “attrezzi del mestiere” e il rapporto con la tecnologia.

Mac, controller da dj, tastiere, due microkorg, basso, batteria. Le voci trattate in tempo reale col digitale. Il rapporto con la tecnologia è fondamentale per un progetto di questo tipo. E’ interessante e appagante, anche se a volte un pochino laborioso e complicato far convivere elettronica e strumenti più tradizionali come batteria e basso, senza dimenticare le voci.

Quanto conta nella ricerca del suono la cultura musicale?

Tantissimo. Quanta più roba si riesce ad ascoltare tanto più l’orecchio è in grado di captare una varietà timbrica e stilistica sempre più vasta. E poi non s’incappa nel banale errore di campionare il suono dello sciacquone e di sentirsi originali…

La vostra musica è indirizzata al corpo o alla mente dell’ascoltatore?

Allo stomaco. Distraiamo l’ascoltatore con beat ballabili per il corpo, testi intimisti e amari per la mente e poi colpiamo allo stomaco. Forte.

Ci volete parlare del vostro  “Phobic Ep”?

Certo, siamo felici di poterlo fare! Phobic contiene 4 tracce che descrivono molto bene l’attitudine della band. Suona molto elettronico ma risulta spiazzante grazie all’emotività accentuata delle linee vocali di Davide. Le musiche stesse passano da momenti più “easy” a momenti più drammatici. Per certi aspetti è cinematografico.
La scelta del titolo sta fondamentalmente nel fatto che nei testi sono affrontate alcune delle nostre fobie. Ed è anche sarcastico nei confronti della scena musicale-artistica italiana-pugliese. Ne siamo terrorizzati! Altro che fobia…
L’ep è stato prodotto tra la stanza di Alessandro, il garage di Davide e il Diamond-Crescendo Studio a Bari, dove sono state registrate le voci ed è stato missato il tutto. A questo proposito ci fa piacere poter salutare Gianluca Dentamaro del Diamond-Crescendo studio, per la sua professionalità, umanità e sensibilità artistica, tutte doti che ci sembrano fondamentali in un addetto ai lavori.

Siete molto impegnati in questo periodo…quali i vostri progetti?

Ci stiamo fondamentalmente concentrando sul nostro suono, ci piace l’idea di renderlo più scuro ancora. E ci capita anche di fare dj set un po’ qua e la, ottenendo un buon riscontro dal pubblico…in sostanza la gente si diverte. Anche perché i nostri set sono un pochino più articolati rispetto ad un normale dj set.

A voi l’ultima parola….

E noi vi ringraziamo per lo spazio ed il supporto e invitiamo i lettori ad ascoltare il nostro ep, ad acquistarlo se piace (costa pochissimo e tutti i soldini che ricaviamo li investiamo in strumentazione, autosufficienza for ever) e magari a mettere un “mi piace” sulla nostra pagina facebook. Per il resto, se verranno ai nostri concerti o ai nostri dj set di sicuro, balleranno e si divertiranno di più!

Link:
http://it-it.facebook.com/paristoofar
http://paristoofar.bandcamp.com/album/phobic-ep
http://soundcloud.com/paris-too-far

 

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