È stata presentata questa mattina, nella Sala Giunta del Comune di Lecce, alla presenza di Roberto Martella, consigliere comunale delegato ai Servizi Sociali, Annamaria Perulli, dirigente del settore Servizi Sociali, e Don Raffaele Bruno, ex cappellano del carcere di Borgo S. Nicola, “Giorni Scontati”

, la commedia teatrale scritta e interpretata da Antonella Fattori e Daniela Scarlati. Le due attrici saranno affiancate sul palco dalle colleghe Giusy Frallonardo e Lia Zinno.
Lo spettacolo cercherà di affrontare con delicatezza e un tocco di sana ironia lo scottante tema della detenzione delle donne nelle carceri italiane. Un tema, questo, di grandissima rilevanza sociale e istituzionale, balzato nuovamente agli onori della cronaca dopo la proposta del Ministro della Giustizia, Paola Severino, di reintrodurre il braccialetto elettronico come misura alternativa alla carcerazioni.
Le due attrici hanno elaborato quest’opera dopo aver preso personalmente visione della situazione delle detenute nel carcere di Secondigliano a Napoli che le ha ispirate a scrivere una storia che desse voce al mondo delle carceri italiane, un mondo di “assordanti silenzi” che oggi hanno davvero bisogno di uscire allo scoperto. Quattro donne, provenienti da diverse sfere sociali, che si ritroveranno loro malgrado a condividere la medesima cella: si odieranno, poi si sopporteranno, rideranno e piangeranno insieme, per poi scoprire una sintonia che, al di là delle sbarre, non sarebbe mai potuta avvenire.
Appassionato l’intervento di Don Raffaele Bruno che, oltre ad essere stato fino a pochi giorni fa il cappellano del carcere di Borgo S. Nicola, è coordinatore regionale di Libera e presidente dell’associazione “Il Bruco”, volta proprio alla sensibilizzazione verso il tema del reinserimento dei detenuti. Come ci ricorda Don Bruno, il problema del carcere è “fuori”, nella perversione di una società che punta solo con le parole all’integrazione e che, invece, nei fatti, accentua l’emarginazione e ignora tragedie sociali quali lo stato dei detenuti, il sovraffollamento e il degrado delle nostre carceri. Ad aggravare il tutto, quella che Sebastiano Ardita, direttore generale dei detenuti e del trattamento del Dap (Dipertimento dell’Amministrazione Penitenziaria), ha definito “perversione istituzionale”: solo il 20% della popolazione detenuta lavora, ad oggi, in Italia. Una percentuale molto modesta che non deriva tanto dalla mancanza di un tessuto connettivo su cui intervenire, bensì dalla scarsità dei mezzi messi a disposizione dallo Stato per rendere possibili le attività lavorative nelle carceri. L’importanza di questa rappresentazione teatrale è rappresentata dalla possibilità che un evento ludico di tal genere è in grado di dare per richiamare l’attenzione su una tematica così drammatica e, al tempo stesso, dimenticata qual è la detenzione delle donne.
La rappresentazione si terrà il 5 dicembre al Teatro Paesiello di Lecce e il biglietto avrà il costo simbolico di €10. L’incasso sarà devoluto all’Associazione “Il Bruco” e volto all’introduzione di attività di recupero aggiuntive nel carcere di Lecce.

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