Foto Antonio Castelluzzo“I lavoratori della All Service e della Italian job tornano in presidio presso la Pista di Nardò. Questo presidio si rende necessario a causa dell’ennesima dimostrazione di lentezza da parte Istituzionale (in questo caso la Prefettura)

quando si tratta di discutere degli intoccabili: tradotto Pista di Nardò.” Lo comunicano in una nota i lavoratori. “Tralasciando la storia, ben nota a questi organi di informazione, i lavoratori avevano pensato di rivolgersi alla Prefettura sperando di contare su un ruolo super partes e che si desse una più che necessaria accelerata a tutta la vicenda. Ciò dato che nel corso di questa drammatica (per i lavoratori) vicenda si erano puntualmente incontrati muri di gomma nella Regione, nella Provincia, nei Comuni, nella task force regionale, nei Parlamentari (fatte le rarissime debite eccezioni): la dimostrazione sta nel fatto che a tutt’oggi la vicenda è irrisolta. Tutti costoro oltre a non aver mai avuto ruolo super parte hanno nel tempo rallentato fino all’inverosimile la tempistica di discussione e risoluzione, fino a defilarsi completamente (loro vero reale obbiettivo). Ma anche la Prefettura è andata a far parte del novero di coloro che su questa vicenda si defilano. Infatti nell’ultimo incontro tenuto con il Dott. Aprea l’11 ottobre scorso, incontro peraltro tenutosi grazie ad una forzatura dei lavoratori che si autoconvocarono in Prefettura a Lecce, il Dott. Aprea si presentò con una lettera della task force regionale che chiedeva una lettera “ufficiale” da parte nostra che richiedesse la ripresa del tavolo tecnico regionale. Grande fu la nostra meraviglia in quanto il via libera al tavolo era stato dato subito dopo l’ultimo incontro a Bari tenutosi nell’agosto scorso! Nonostante questo palese trucco tendente a rinviare all’infinito l’affrontare la problematica, la scrivente con mail del 14 ottobre inviata alla task force e per conoscenza al Dott. Aprea dava il via libera alla ripresa del tavolo. Si tenga conto che tale mail è stata inviata al Dott. Aprea su sua espressa richiesta, in quanto promise che avrebbe fatto le dovute sollecitazioni qualora il tavolo non fosse stato convocato in tempi rapidi. Infatti sono passati due mesi (!), che sono puro veleno per chi è con reddito minimo o senza reddito come questi lavoratori, e nonostante variate sollecitazioni alla task force tutto tace! Oramai questi lavoratori non riescono più a soddisfare i più elementari bisogni delle proprie famiglie e dato il continuo defilarsi delle parti politiche, tecniche ed istituzionali