Foto Antonio Castelluzzo“… Viviamo in un incantesimo, tra palazzi di tufo, in una grande pianura. Sulle rive del nulla…” ( da: Poesie di Vittorio Bodini).
Parlando di Lecce, non si può assolutamente non citare due piccoli gioielli racchiusi nella Piazza Sant’Oronzo: il Sedile e la piccola Chiesa di San Marco.

Esso fu fatto erigere nel 1592 dall’allora sindaco di origine veneta, Pier Mocenigo. Quest’edificio risentì dell’influenza del barocco leccese che conobbe il suo massimo splendore tra il 1550 ed il 1650 circa e sotto il profilo architettonico è un complesso di stili che si fondono con particolare armonia: il barocco, il veneziano ed il francese.
Fu sede municipale fino al 1851 ed in seguito fu adibito a Sede della Guardia Nazionale, Ufficio di Pubblica Sicurezza, Associazione Letteraria G. Giusti e Museo Civico.  Attualmente, fresco di restauro, è il fiore all’occhiello dei leccesi ed ospita eventi artistici.
La Chiesetta di San Marco fu costruita accanto al Sedile nel 1543 dalla celebre colonia veneziana che un tempo operava a Lecce, con a capo il console di Venezia, Giovanni Christino, ha sul frontale uno stupendo leone, simbolo della città lagunare, ed è una meravigliosa fusione di vari stili architettonici tra cui su tutti prevale lo stile veneziano cinquecentesco.
Attualmente, da molto tempo ormai, è la storica sede dell’Associazione Combattenti.
Una menzione speciale merita il magnifico Anfiteatro Romano di Lecce. Costruito probabilmente, nel II secolo D.C., nel periodo Antonino, poteva ospitare per la sua architettura dalla forma ellittica dai 25 ai 30 mila spettatori e ciò lo si può facilmente dedurre dai diametri della cavea che misurano rispettivamente 102, 82 e 40 metri e quelli dell’arena che misurano invece 53,40 per 36,40 metri, mentre la monumentale costruzione è alta 24,40 metri.
Il genere di spettacoli che venivano proposti al pubblico era quello con cacciatori ed animali feroci.
Fu l’emerito professor Cosimo De Giorgi, archeologo salentino ad intuire anticipatamente, che in quella sede potesse esserci un maestoso monumento, fino a quando nel 1901 si diede mano per riportare alla luce quanto rimaneva di questa testimonianza dell’antica Lecce romana ed ancora oggi, non tutto è emerso.
Furono gli scavi per l’Anfiteatro che diedero l’inizio ad un nuovo assetto della Piazza Sant’Oronzo; sparirono lentamente le “capande”, i portici, la Via Quattro Spezzerie ed i palazzi limitrofi la piazza stessa.

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