Eleonora, la voce “rock” salentina nasce con la passione per la musica, partecipa fin da piccola a numerosi festival e manifestazioni canore. Ha collaborato con lo scrittore Federico Romano per un progetto letterario musicale con il brano “Shiver and Weep”.

Nel 2006 crea il progetto dei Garnet, band che unisce due generi musicali molto diversi il rock e il rap, con Tony Apruzzi, Max Ratano, Gianmarco Serra e Navi; cinque personalità artistiche differenti ma fuse tra di loro con l’intento di creare un sound originale. Nel 2010 sono tra i vincitori dell’Heineken Jammin Festival 2010. L’abbiamo intervistata.

Ciao Eleonora, quando hai iniziato a interessarti alla musica?

Sin da quando ero piccola e avevo già le idee chiare. Alla terza  elementare la maestra ci fece illustrare e scrivere il nostro desiderio più grande e disegnai me mentre cantavo con un microfono, scrivendo accanto che desideravo essere una cantante… ne parlavo spesso con tutti della mia passione, ma mio padre un giorno mi disse che era solo un sogno da bambina, momentaneo, e che col tempo, crescendo, sarebbe svanito. Invece sono diventata ciò che sognavo, anche se la strada ancora è lunga.

Raccontaci un po’ del tuo percorso.

Il mio percorso inizia a sedici anni partecipando a numerosi festival, dove ho sempre ottenuto degli ottimi risultati. Nel frattempo ho studiato tecnica vocale e frequentato stage e corsi di formazione professionale con artisti di alto livello.
Sin dall’inizio il mio desiderio è stato sempre quello di formare una band con cui potevo essere me stessa, creando le canzoni inedite. Scrissi il mio primo pezzo arrangiato da Navi e vinsi ad un festival il Premio della Critica da Mogol come miglior testo e il Premio II classificata.
Quando conobbi Max e Tony e formammo i GARNET il mio desiderio si concretizzò del tutto. E da lì ho vissuto e vivo le esperienze musicali artistiche più significative ed emozionanti.

Quali sono i tuoi ascolti abituali? Nel panorama musicale italiano e internazionale, chi riesce a catturare la tua attenzione?

Ascolto tutto ciò che mi trasmette qualcosa, ma principalmente preferisco orientarmi sul genere che amo di più: il Rock.
Nel panorama internazionale mi piacciono molto gli Evanescence, Metallica, Alanis Morrisette, Red Hot Chili Peppers, Within Temptation, Apocalyptica, ecc.
Nel panorama italiano Elisa mi ha sempre entusiasmato fin da quando ha iniziato la sua carriera, inoltre nel mio percorso musicale ho interpretato spesso i suoi brani. Poi Negramaro, senza ombra di dubbio, perché secondo me il loro sound si distacca ampiamente da tutto ciò che è convenzionale nel rock italiano “testi e musica di grande spessore internazionale”. Grande rispetto comunque per tutti gli altri.

Cos’è la musica per te?

La musica per me è LIBERTA’, libertà di comunicare e sentire un mix di sentimenti come la rabbia, l’amore, l’indignazione, l’affetto, la malinconia, la nostalgia, la paura, ecc. Mi dicono spesso di essere molto diversa sul palco rispetto alla vita quotidiana, proprio perché sul palco mi sento completamente libera di esprimere le mie emozioni con grinta che molto spesso, nella vita di tutti i giorni, tengo un po’ a freno. Non immaginerei un mondo senza musica, perché ogni istante di vita, accompagnato da una colonna sonora, sarà reso più intenso.

Raggiungere un proprio stile e identità, quanto è importante per un musicista?

E’ importantissimo, perché non basta avere una bella voce e una buona tecnica vocale per interpretare le canzoni. Bisogna tirar fuori l’anima per comunicare con le persone e solo in questo modo si può arrivare ad avere un proprio stile, bisogna spaziare nella propria fantasia per far nascere qualcosa di personale, che esca dalle “proprie mani”, in cui il pubblico ci si può rispecchiare ed emozionare. Tutto questo deve essere accompagnato da una buona presenza scenica che solo con lo studio e l’esperienza si può ottenere e non copiando gli altri.

Che cosa pensi della musica in tv? E’ utile partecipare a talent show o serve dell’altro?

I talent show sono un possibile mezzo per avere un po’ di visibilità in tv, ma ritengo che il fine principale sia quello di intrattenere il pubblico a casa. Non so se sia utile o meno, comunque è una scelta personale di chi la fa.

Fai parte dei Garnet, ci vuoi parlare di questo progetto?

I Garnet sono nati dall’unione di cinque personalità artistiche differenti ma fuse tra di loro con l’intento di creare un sound originale: Tony Apruzzi, Max Ratano, Gianmarco Serra e Navi sono la mia band. Le canzoni che nascono sono il frutto di esperienze personali oppure altrui o semplicemente delle riflessioni su alcuni temi. Abbiamo condiviso il palco con artisti di grande livello nazionale e internazionale, crescendo e maturando con loro. Da pochi anni vivo quest’avventura Garnet che mi ha portato belle soddisfazione dal punto di vista anche sociale. Ricordo che siamo soci onorari del CIATDM, associazione che si occupa della tutela dei diritti dei minori; ci siamo esibiti in contesti organizzati da Amnesty International suonando e ricordandoci sempre del male che esiste in questo mondo; altra grande esperienza l’Heineken Jammin Festival 2010.

Hai un sogno in particolare che ti piacerebbe realizzare?

Spero che tutto questo possa diventare un lavoro, alzarmi la mattina e occuparmi di musica, dal comporre canzoni a suonare nei palchi più importanti di tutto il mondo. Inoltre sarebbe anche più facile essere parte attiva nelle battaglie sociali in cui credo, soprattutto della tutela dei diritti umani e degli animali. Poco eh?

Che cosa dobbiamo aspettarci in futuro?

In questo momento siamo in fase creativa e per scaramanzia è tutto ancora top secret. Comunque vi assicuro che il lavoro sta venendo proprio bene!


Siamo alla conclusione, grazie per il tempo dedicatoci… a te l’ultima parola…

Grazie a voi per il tempo che avete dedicato a me e grazie a tutti coloro che ci hanno sempre sostenuto e che continuano a sostenerci. Vorrei anche ringraziare tutte le persone che stanno lavorando con noi.
Siamo in pieno periodo natalizio per cui auguro a tutti Buone Feste e un 2012 più sereno per chi soffre e… continuate a seguirci

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