La Pinacoteca d’arte francescana di Fulgenzio di Via Imperatore Adriano a Lecce,  apre le porte alla città e lo fa nel mondo più coerente, ossia con un evento d’arte.
Sarà infatti inaugurata la personale: “La maternità e i suoi misteri”- il rapporto madre figlio- dello scultore salentino Giovanni Rollo.

La mostra è organizzata dal direttore della Pinacoteca Padre Antonio Febbraro e curata da Pompea Vergaro, critico d’arte e sarà inaugurata mercoledì 21 dicembre 2011 alle ore 18.00.

“La Pinacoteca d’Arte francescana tratteggia per la città di Lecce un significativo patrimonio storico che necessita di essere vissuto e respirato dai cittadini e dai turisti. Infatti le nove stanze lungo le quali si snoda, contengono una raccolta di tele provenienti dai conventi della provincia minoritica del Salento, insieme ad altre opere d’arte meritevoli di conservazione. Le opere esposte hanno un comune denominatore: appartengono per la maggior parte al medesimo periodo storico (sec. XVII-XVIII), cioè quello del Barocco e della Controriforma cattolica, e sono di autore ignoto”..

“Il percorso della personale dell’artista Giovanni Rollo è segnato da opere scultoree e pittoriche dove l’artista “abilmente immerso nella sua Opera, accompagna lo spettatore in un cammino silenzioso e mistico, ma non solo, è anche filosofico, storico e mitico, anche se il filo conduttore è la Bibbia, alla scoperta di quei sentimenti che conducono verso una dimensione di conoscenza e di ammirazione. Una creatività che coinvolge tutti i sensi. L’artista racconta il luogo spirituale e reale che si traduce nel  rapporto madre e figlio che ha attraversato e attraverserà i secoli.
Egli prova a idealizzare la madre attraverso un gesto mistico, ossia nella figura di Maria, simbolo della madre, emblema, per eccellenza, della religione cattolico- cristiana, alla quale  egli è fermamente e fervidamente legato.
È qui che l’arte di Giovanni Rollo preme e si impone in segni slanciati quasi a voler cercare una sorta di impalpabilità in quella materia che lo tiene legato alla terra, ma che gli è indispensabile per dispiegare tutta la sua forza creativa.
Giovanni Rollo scolpisce con finezza e leggerezza quando utilizza  il legno, sorretto da legami atavici, capaci di suscitare intense suggestioni tattili e visive.
Nello stesso tempo egli possiede una mano ferma e braccia forti e vigorose, cariche di energia vitale, capaci di  estrarre e modellare opere di forte tensione intrinseca, sia dalla dura materia del ferro e dell’ottone e del vetro sia da quella più malleabile dell’argilla; elementi che egli sperimenta, non disdegnando, nello stesso tempo, di  riciclare  oggetti quotidiani,  a seconda delle sue necessità artistiche: diversi materiali in differenti modalità, in un continuo divenire come lo è la vita stessa.
Lo scultore ci chiarisce che ogni nascita è sempre  una  “metamorfosi” che accade nel grembo di ogni donna e, in quanto tale, misteriosa, mistica e irripetibile.
Egli lavora con onestà e semplicità dispiegando lungo la sua esistenza quel rapporto intimo con la propria madre”. La personale si snoda in due momenti: il primo ha inizio dalla nascita di Eva per passare all’Eden, all’annunciazione di Maria e alla nascita, per poi affrontare il tema della maternità in senso lato soffermandosi con sculture che tracciano il rapporto madre- figlio nella quotidianità”.

La scrittura è anche compagna della mostra. Lo scultore si cimenta in riflessioni quando afferma che“La gioia della maternità la devi conquistare nel sacrificio e nel dolore rubando attimi alla tua esistenza” oppure quando  dedica alla propria madre un accorato scritto: “Dov’ è mia madre adesso?”.

Una personale originale da visitare che rimarrà in esposizione fino al 30 dicembre 2011 tra scultura, pittura e scrittura.(Pompea Vergaro).

 

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