“Il Governo del Presidente Monti gode di una fiducia parlamentare pressoché unanime. È questo un caso forse unico nella storia repubblicana, come forse senza precedenti è la crisi economica che, partita dall’America, si è abbattuta sull’Europa con forza inaudita.”

Lo comunica in una nota l’on. Ugo Lisi.
“La politica ha saputo e voluto fare un passo indietro, non tanto e non solo per quella che viene considerata la sua debolezza, quanto piuttosto per un improcrastinabile senso di responsabilità che ci ha portato a sostenere un esecutivo di tecnici, benedetto dal Presidente della Repubblica, che dovrà cercare di vincere una grande sfida.
Chi, come il sottoscritto, ha l’orgoglio di aver sostenuto il Governo Berlusconi ha il ferreo convincimento di aver contribuito a supportare l’azione di una guida politica che ha fatto il possibile e l’impossibile per evitare che lo tsunami finanziario si abbattesse sull’Italia in maniera assai più selvaggia di quanto non si sia verificato.
Tuttavia il Prof. Monti, proprio per il consenso bipartisan, proprio per il forte imprimatur del Capo dello Stato, proprio per la competenza dei ministri che ha scelto, ha il dovere di affrontare nodi epocali giunti ormai al pettine della contemporaneità.
Ecco perché, per utilizzare uno slogan molto in voga in quest’ultimo anno, sarebbe quanto mai opportuno chiederci: se non ora, quando? Se il Governo Monti non mette mano adesso alle riforme di cui il Paese necessita e che non è stato possibile realizzare negli anni scorsi per i veti incrociati della politica e delle corporazioni, quando mai potrà farlo?
I parlamentari e i politici in genere devono dimostrare senso di responsabilità adeguando il loro status di rappresentanti del popolo all’attuale situazione economica e sociale, poiché questo Paese, giustamente, non tollera più i privilegi. Ma altrettanto devono fare tutti coloro che pur non avendo mai chiesto il consenso dei cittadini per misurarsi con l’azione politica si trovano a godere di benefit al di fuori del tempo e che sono anch’essi causa delle sperequazioni sociali che attraversano la nostra società.
Ma se il Governo non interviene ora su tante situazioni di squilibrio, quando si potranno tagliare quei rami secchi che sono la causa della sterilità economica e sociale dell’Italia?
Proprio per questo, cioè per il grande carico di aspettative che tutti riponiamo nell’attuale Esecutivo, mi sembra che si parta con il piede sbagliato concentrandosi sulla reintroduzione dell’Ici anche per la prima casa. Ben altri dovrebbero essere gli ambiti di intervento, e tutti li conosciamo.
Tralascio le modalità operative dell’attuale Governo (anche se talvolta la forma è sostanza) che ci fa discutere su indiscrezioni apprese dai giornali, più che su bozze di provvedimento che conoscono, prima di noi, la Merkel e Sarkozy. Forse dovremo aspettare martedì prossimo, negli studi televisivi di Porta a Porta (dove, come scherza il collega Napoli, saremo chiamati, noi parlamentari, ad approvare le misure economiche con il televoto…), per saperne qualcosa di più, ma nel frattempo da parte nostra è giusto che si sappia che le deleghe in bianco vanno sempre accompagnate da un’attenta rendicontazione sull’operato che si intende perseguire.”

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