Foto Andrea StellaE’ merito encomiabile dei nostri volontari e delle associazioni cattoliche e laiche che operano per il sociale se oggi la città di Lecce può garantire questi servizi – afferma Loredana Capone, in visita alla Parrocchia dell’Idria

con il sindaco di Bari Michele Emiliano, per rendere ringraziamento e omaggio ai volontari che forniscono il loro aiuto per la casa di accoglienza notturna Emmaus e per l’ambulatorio medico.
Allo stesso modo – prosegue Loredana Capone – è merito della Caritas e della comunità delle Benedettine se potremo avere a Lecce una casa di accoglienza su cui stanno già lavorando. Ma anche il pubblico deve fare la sua parte: se sarò eletta sindaco, tra i primi atti del mio mandato, offrirò da subito concreto sostegno per integrare l’impegno dei volontari, per offrire dimora ai poveri che anche in questi giorni di Natale vivono per strada, come avviene in viale degli studenti. 
In questi anni di buoni propositi disattesi e di promesse mancate, purtroppo, – afferma la candidata alle primarie del centrosinistra Loredana Capone – i valori dell’accoglienza e della solidarietà che avrebbero dovuto rendere Lecce una città davvero inclusiva non sono stati per nulla potenziati: servizi essenziali per i cittadini sono stati trascurati, affidati soltanto al volontariato laico o religioso. È ciò che accade con Emmaus, la sola casa di accoglienza notturna della città, gestita dalla Caritas, che sorge presso la Chiesa dell’Idria, dotata anche di un ambulatorio in cui operano medici volontari.
Eppure, il programma amministrativo del candidato sindaco Paolo Perrone alle elezioni del 2007 – insiste Loredana Capone – prevedeva una fitta lista di impegni in favore del sociale, a sostegno delle famiglie, dei minori, di chi viveva situazioni di disagio e difficoltà.
Era prevista l’attivazione di un Centro per la famiglia, in collaborazione con il Consultorio Diocesano, i consultori pubblici e l’Asl, dotato di un numero verde per sostenere minori e genitori, l’istituzione di un centro di accoglienza temporanea per senzatetto, ex detenuti, ex tossicodipendenti, la creazione di un centro per neonati abbandonati presso il presidio ospedaliero di Lecce, la realizzazione in ogni quartiere di uno spazio verde per la famiglia, per favorire l’aggregazione e l’incontro. A tutt’oggi – prosegue Loredana Capone- non c’è traccia di queste iniziative: la città è stata abbandonata a se stessa e se non fosse per l’impegno quotidiano di volontari, associazioni e istituti di carità, i servizi per i cittadini sarebbero ancora più carenti.
Se non fosse per l’intervento della Regione Puglia – afferma la Vicepresidente Capone – questa amministrazione non avrebbe potuto erogare alcuni servizi essenziali per la comunità, come l’inaugurazione del centro in favore dei diversamente abili “Dopo di noi”, finanziato dalla Regione Puglia o l’avvio dei lavori per la costruzione dell’asilo comunale che sorge in Via Merine, per il quale la Regione ha stanziato 700mila euro su un importo complessivo pari a più di 1 milione di euro. Tale asilo comunale, si aggiungerà agli altri quattro attualmente attivi, ma non ancora sufficienti a soddisfare le esigenze delle famiglie, che sono spesso costrette a ricorrere ai privati per ottenere servizi più flessibili, come per esempio il tempo pieno.
La precarietà lavorativa e il progressivo impoverimento delle famiglie e dei cittadini hanno accentuato il disagio sociale, le difficoltà economiche, l’emergenza abitativa. La città di Lecce è la sola città capoluogo di provincia priva dell’Assessorato ai Servizi Sociali: una disattenzione ancora più grave se si pensa all’incremento della povertà registrato negli ultimi due anni – conclude Loredana Capone. Compito delle istituzioni è costruire una rete di servizi in grado di dare sostegno ai cittadini, di innalzare la qualità della vita e ridurre l’emarginazione sociale. Chi è in difficoltà non deve sentirsi abbandonato a se stesso, non deve pensare di non potercela fare.

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