Duro attacco all’assessore provinciale al Bilancio Silvano Macculi, durante il Consiglio di ieri. In discussione l’operato assessorile e la gestione dell’Ato Le/2 di cui Macculi è presidente. La maggioranza, compatta, ha fatto scudo. Approvato, non senza polemiche, l’assestamento di Bilancio del 2011

 

“Al momento del voto sulla mozione di sfiducia all’Assessore Silvano Macculi, proposta dai gruppi di minoranza, dall’esito della stessa votazione non posso che rilevare, politicamente, il costante, progressivo e sempre maggiore isolamento di una sola forza dell’opposizione, il Partito Democratico, oggi rimasta sempre piu’ sola e unica nella pervicace opposizione al Governo Provinciale”. Lo ha rimarcato il presidente provinciale Gabellone con una nota, dopo il commento a margine della discussione sulla mozione di sfiducia presentata dal gruppo Pd provinciale.

Alla base sempre il buco di 7 milioni di euro di insussistenza che hanno scatenato una bagarre politica in piedi da mesi. Le accuse dell’assessore Macculi alle passate amministrazioni colpevoli – a suo dire –  del debito, non sono andate giù al gruppo Pd che ne contesta la fondatezza. E poi ancora i ritardi nel presentare documenti contabili sul Bilancio di previsione e sul Rendiconto di gestione con conseguenti censure da parte della Corte dei Conti, la cattive strategie gestionali sulle Società Partecipate, sul piano delle alienazioni e sul continuo discredito alle precedenti amministrazioni che avrebbero causato l’orlo del dissesto finanziario dell’ente. Per tutti questi motivi, il gruppo Pd con a capo Cosimo Durante chiedeva al presidente Gabellone l’immediata revoca dell’incarico all’assessore il quale, forte della compattezza politica dimostrata dalla maggioranza di governo e da buona parte dell’opposizione, ha messo una pezza su ogni punto. A cominciare dai documenti prodotti dal settore contabile della Provincia lo scorso giugno, in cui si attesta il buco da sette milioni risalenti agli anni tra il 1999 e il 2002,  che l’assessore Macculi aveva già esibito in passate conferenze stampa, e la dimostrazione che il gruppo Pd si è servito di un copia e incolla ad arte della dichiarazione prodotta in sede ministeriale attestante l’insussistenza.

Per il resto delle accuse mosse all’assessore ci ha pensato il capogruppo del Pdl Biagio Ciardo con le sue metafore a dare manforte a Macculi. “Tre pistole puntate alla tempia dell’ assessore reo soltanto di aver portato alla luce verità sconvenienti e di aver tirato fuori le partecipate come Salento Energia da situazioni fallimentari”. Stregua difesa anche nella gestione dell’Ato Le/2, il consorzio che organizza i servizi pubblici integrati e di cui Macculi è presidente. La consigliera Pd Loredana Capone chiedeva l’intervento del presidente Gabellone, per il ripristino di una corretta gestione, dopo le proteste di quindici sindaci dei comuni appartenenti al consorzio che mettevano in dubbio la gestione. A partire dai Bilanci di previsione e dai Rendiconti non presentati per anni. “Tutto in regola – per Macculi – lo statuto del consorzio che non contempla le regole degli enti pubblici, non ne impone la gestione similare e la puntualità dei rendiconti è impossibile dati i ritardi con cui la Regione invia i finanziamenti necessari alla gestione stessa”.

Vittoria in campo della maggioranza per il Macculi-Day che si è dimostrata convinta e coesa nell’operato dell’assessore al Bilancio anche nella discussione sull’Assestamento generale nonostante le variazioni in aumento per due milioni di euro.

Nella nota a margine del Consiglio, per il gruppo Pd: “Il centrodestra contrattacca, non rispondendo rispetto alla gestione disinvolta di chi è in evidente conflitto d’interesse. Il gruppo Pd non poteva perciò tacere su argomenti che meritavano una degna attenzione dell’Assise provinciale ed il tentativo maldestro del centrodestra di rigettarli con disprezzo al mittente conferma il disagio e l’imbarazzo di una maggioranza anonima e senza progettualità.”

 

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