“Chi ha paura dell’accesso alle carte relative al filobus? È stato sufficiente che la Sen. Adriana Poli Bortone si recasse a Palazzo Carafa per chiedere la visione degli atti – come ogni cittadino può avere il diritto e il dovere di fare – che immediatamente si mettesse in moto la macchina del sospetto

a buon mercato. E subito titoloni, editoriali, sermoni…” Lo comunica in una nota il consigliere Maria Rosaria Ferilli.
“È inaccettabile che in questi mesi si sia potuto dire tutto il contrario di tutto sulla base di ricostruzioni parziali e di qualche velina, mentre susciti scalpore la richiesta di accesso a quei documenti che sono alla base del progetto e della successiva inchiesta.
Solo attraverso la conoscenza dettagliata delle carte si possono ricostruire fatti ormai lontani nel tempo per mettere a fuoco i passaggi alla base di un’opera che apparve immediatamente ai leccesi in tutta la sua utilità, quando oggetto del dibattito cittadino erano le polveri sottili che inquinavano le arterie stradali a ridosso del barocco.
Il rispetto silenzioso che bisogna avere nei confronti dell’azione della Magistratura contrasta con la chiassosa ridda di voci di chi pensa che sollevando polveroni si possa cambiare la valutazione sui governi passati della città e sui risvolti politici futuri.
Chi ha paura della verità sul filobus? Io Sud è fermamente accanto alla Sen. Adriana Poli Bortone in questa azione di richiesta e vaglio dei documenti. Le indiscrezioni non sempre, anzi, quasi mai, coincidono con il reale andamento dei fatti.”

 

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