Foto Antonio Castelluzzo“Se tagli ci devono essere, che ci siano per tutti. Non ci spaventa il sacrificio, ci siamo abituati. Ci spaventa il fatto che tocchi sempre a noi. Io faccio il vigile del fuoco da 26 anni. Andrei in pensione tra altri 15, come minimo.

Ma tu mi vedi, a 65 anni, su una scala o in mezzo alle fiamme in operazioni di soccorso?”. Ci lascia senza risposta il pompiere che ci viene incontro e ci parla. È un fiume in piena. E, a guardarsi intorno, ha la stessa rabbia di tutti gli altri. Ci sono gli operai della New Holland, ci sono i pensionati, ci sono i poliziotti, molte donne. Tutti con la stessa voce e le stesse parole. Ai piedi della Prefettura, in Via XXV luglio, a Lecce, la protesta ha rinsaldato i ranghi tra i sindacati, Cgil, Cisl e Uil. Ma è presente anche la Ugl. La Cisal ha deciso di spostare il sit in all’ingresso del Vito Fazzi. La manovra del Governo Monti, in ogni caso, non va giù. Dopo la fumata nera dell’incontro di ieri a Roma con il Premier, il malumore va ancora peggio. “E’ un Governo che ci ascolta ma non ci dà retta”, chiosa Salvatore Arnesano della Cgil. Le loro Foto Antonio Castelluzzoproposte di modifica al decreto legge del 4 dicembre scorso chiedono di ristabilire equità e rigore per dare spinta alla crescita. Le misure di carattere previdenziale da correggere battono soprattutto sul ripristino del sistema di indicizzazione dei trattamenti pensionistici al costo della vita, sul riconoscimento di una maggiore gradualità che renda più dolce l’accesso al pensionamento. “Che tutti vadano in pensione a 41anni e 1 mese di contributi, a prescindere dall’età anagrafica e dal sesso, è una follia”, sottolinea Salvatore Giannetto della Uil. E poi c’è l’Imu, la nuova Ici sulla prima casa, su cui si chiede l’innalzamento della soglia di detrazione dai 200 euro previsti ai 500. “Una patrimoniale che colpisce i bisogni primari invece che le grandi rendite”, attacca Piero Stefanizzi della Cisl. Insomma, il giudizio è unanime. Perché anche per Antonio Verardi della Ugl “Monti usa due pesi e due misure”. I redditi medio-bassi saranno quelli ad uscire maggiormente con le ossa rotte da questa Manovra, questo sembra essere assodato. Al Sud l’esasperazione è amplificata, perché le misure per lo sviluppo previste dovranno essere rodate, gli investimenti in infrastrutture dovranno essere cantierizzati. I tempi saranno lunghi. E Foto Antonio Castelluzzonel domani, anzi, già nell’oggi, la crisi scippa il portafogli. L’aumento del costo della benzina a bruciapelo ne è l’esempio, insostenibile. Per questo l’adesione allo sciopero di tre ore a fine turno sembra sia stata massiccia. Fonti sindacali parlano per Lecce dell’80% dei loro iscritti. Sempre, ovviamente, di quelli che un posto di lavoro ancora ce l’hanno.

Foto Antonio Castelluzzo

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