Vignetta Massimo DonateoNove italiani su dieci trascorrono la vigilia e il pranzo di Natale a casa con parenti e amici, con oltre la metà delle famiglie che non spenderà piu’ di 75 euro anche grazie il ritorno quest’anno dei piatti piu’ tipici della tradizione italiana.

E’ quanto stima la Coldiretti nel sottolineare che la necessità di risparmiare ha portato alla rinuncia alle mode esterofile del passato pagate a caro prezzo come champagne, caviale, ostriche, salmone o ciliegie e pesche fuori stagione e all’ aumento dei prodotti Made in Italy magari a chilometri zero sulle tavole degli italiani. Insieme a cappelletti, pizze rustiche e bollito a finire sulle tavole del Natale sono anche gli omaggi enogastronomici delle festività che, secondo un sondaggio on line condotto da coldiretti, per oltre la metà degli italiani su dieci (52 per cento) sono il “regalo che si vorrebbe trovare sotto l’albero” seguito dal 13 per cento che sceglie un capo di abbigliamento, il 12 per cento cd/dvd, 12 per cento la tecnologia informatica e altro il 14 per cento. Tra i prodotti piu’ gettonati immancabili sono lo spumante e i dolci tipici del Natale con la tendenza a riscoprire quelli piu’ artigianali della tradizione regionale. Il panone di Natale in Emilia Romagna, u piccilatiedd in Basilicata, il panpepato in Umbria, la pizza di Franz nel Molise, lu rintrocilio in Abruzzo, le pabassinas con sa sapa in Sardegna, la carbonata con polenta in Valle D’Aosta, il pangiallo nel Lazio, le carteddate in Puglia, i canederli in Trentino, la brovada e muset con polenta in Friuli, i quazunelli in Calabria, il pandolce in Liguria, la pizza de Nata’ nelle Marche, i buccellati in Sicilia, il brodo di cappone in tazza in Toscana e l’insalata di rinforzo in Campania, sono – conclude la Coldiretti – alcune delle centinaia di specialità gastronomiche regionali che gli italiani riscoprono il giorno di Natale.

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