“Il Governo Monti ascolti le richieste della Puglia:  allenti il blocco del turn-over per consentire alla Regione di non deprimere la forza lavoro del suo servizio sanitario e sblocchi le stabilizzazioni bocciate dalla Consulta”.

Lo ha detto il presidente del Gruppo Udc alla Regione Puglia, Salvatore Negro, alla vigilia dell’incontro tra il Governo centrale ed il Governo regionale per la verifica del piano di rientro. Il 13 dicembre, infatti, l’assessore Fiore incontrerà il ministro Balduzzi a cui sottoporrà, tra l’altro, la questione dei 530 operatori sanitari  che il 31 dicembre dovranno essere licenziati per effetto di una sentenza della Corte Costituzionale.
“Come Gruppo Udc – ha sottolineato il presidente Negro – abbiamo sollecitato l’adozione di una procedura amministrativa che consenta il reintegro di tutti i 530 ex stabilizzati pugliesi la cui permanenza in servizio si rende necessaria per salvaguardare la capacità erogativa del sistema. Auspichiamo che l’avvio di tale procedura trovi il sostegno del ministro alla Salute per evitare che il Governo possa nuovamente impugnare il provvedimento. È opportuno sottolineare che già ci sono le prime sentenze del Tribunale di Trani che danno ragione agli operatori sanitari, di cui 8 sono stati reintegrati nel posto di lavoro”.

“Inoltre – ha spiegato il capogruppo Udc – sarebbe necessaria un’azione tesa ad allentare il blocco del turn-over per consentire alla Regione Puglia di non deprimere la forza lavoro del servizio sanitario e garantire agli utenti i servizi essenziali. La gravità della situazione è accentuata dagli sviluppi della manovra economica approvata dal Governo Monti in forza della quale è prevedibile una ulteriore e straordinaria uscita dal circuito lavorativo di operatori della sanità entro il 31 dicembre 2011 che non potrà essere attenuata da una corrispondente immissione di nuova forza lavoro a causa del blocco del turn-over”.
“Tutto ciò – ha concluso il presidente Negro – rende necessaria una virtuosa interlocuzione interistituzionale per invertire la rotta e far emergere un atteggiamento di maggiore disponibilità verso la nostra Regione, ammorbidendo i rigori del “piano di rientro” imposto dal precedente Governo che poco ha avuto a cuore le sorti del Mezzogiorno e della Puglia in particolare”.

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