Foto Antonio CastelluzzoSit-in permanente, al centro direzionale Asl di Lecce, per i 100 lavoratori del sostegno oncologico con contratto di lavoro in scadenza e senza possibilità di rinnovo. Niente fondi per il servizio, gli operatori rischiano il posto e i malati, l’assistenza. Inascoltati finora gli appelli anche della politica locale

 

E’ stato difficile farlo partire, nonostante fosse stato deliberato dal Consiglio regionale come  attività ordinaria delle Asl. Si tratta di un servizio essenziale per i malati di tumore, soprattutto se impossibilitati all’assistenza familiare, che nelle province di Brindisi e Taranto è attivo da qualche anno. Il progetto prevede l’assistenza anche del trasporto terapico, da parte degli operatori socio sanitari.

Le somme necessarie al servizio erano state stanziate con una norma bipartisan del bilancio regionale 2010. I fondi per il servizio provengono da finanziamenti nazionali del Cipe e sono gestiti dal Servizio Sanitario regionale. Già nel giugno del 2010, i 100 lavoratori dell’Asl di Lecce – 50 autisti e 50 o.s.s – non trovavano occupazione nel servizio per cui erano stati selezionati. La loro mobilitazione aveva tuttavia permesso agli stessi di accedere al servizio con contratto a termine che sarebbe scaduto ad ottobre del 2011. In prossimità della scadenza del contratto, i lavoratori hanno chiesto il rinnovo ottenendo solo una proroga fino al 31 dicembre, grazie anche all’interessamento della vicepresidente della Regione Loredana Capone. La stessa si impegnava, contestualmente, all’avvio di tavoli tecnici per trovare le soluzioni migliori per il futuro del servizio e dei lavoratori. Tuttavia, la Regione, per far fronte ai risanamenti ed al patto di stabilità imposto dal governo centrale, non può utilizzare i 109 milioni di euro previsti per questo e altri servizi, per il prossimo anno. Il servizio di assistenza oncologica, paradossalmente, non rientra nei livelli di assistenza essenziali forniti dalla Regione.

I lavoratori, dal 30 di novembre, hanno organizzato un sit-in permanente presso la sede generale dell’Asl Lecce, in segno di protesta, per il loro diritto al lavoro e alla prestazione di un servizio socio-sanitario di primaria importanza. Gli appelli di alcuni rappresentanti politici, tra cui il presidente del gruppo regionale Udc Negro, ma anche Palese del Pdl e Maniglio del Pd, per individuare nel prossimo bilancio un finanziamento che assicuri la proroga del contratto ai lavoratori del sostegno oncologico, sono rimasti finora inascoltati. “L’auspicio – aveva commentato il presidente Negro lo scorso 2 dicembre – è che il Governo regionale si sforzi di cercare nelle pieghe del bilancio una soluzione a tale delicata vicenda, evitando ulteriori mortificazioni sia ai lavoratori che agli utenti che usufruiscono del servizio e che sono già duramente provati dalla malattia”.

L’assessore alla sanità Tommaso  Fiore non si è ancora pronunciato in merito mentre il sindaco di Lecce, Paolo Perrone ha inviato ieri una lettera congiuntamente al presidente Vendola, all’assessore Fiore e al commissario Asl Lecce Mellone con richiesta di un incontro urgente per discutere di una possibile soluzione del caso. I lavoratori, preoccupati per il loro futuro, sono determinati a manifestare ad oltranza e la prossima settimana, assistiti dal sindacalista Dario Cagnazzo, segretario territoriale dell’FSI, protesteranno nei pressi della Prefettura di Lecce.

 

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