Si deciderà domani con un work shop, il futuro del Bike Sharing, ovvero lo strumento di mobilità sostenibile di cui la nostra amministrazione si è dotata da circa due anni, con una serie di stazioni di biciclette disposte in punti strategici della città e che fino ad ora ha riscontrato alcuni problemi.

Il Bike Sharing – letteralmente condivisione di biciclette – consente di utilizzare i mezzi a due ruote che si trovano collegati a delle colonnine elettroniche che li bloccano. Per poterli utilizzare e spostarsi così in città, c’è bisogno di una card, di una tessera che si acquisisce lasciando una caparra. In questo modo si scoraggiano i furti, perché grazie a questo stratagemma si è a conoscenza di chi usa le biciclette. Una volta utilizzati i mezzi, si possono parcheggiare anche in altre stazioni, consentendo così di muoversi all’interno della città in maniera sostenibile ed economica.

A Lecce vi sono al momento 7 stazioni, create due anni fa grazie ad un primo finanziamento di 250.000 euro di fondi regionali. Grazie ad una seconda sovvenzione, questa volta ministeriale di 200.000 euro, saranno installate altre 4 stazioni, per un totale di 110 biciclette predisposte per l’utilizzo. Altre 3 postazioni sono poi previste in futuro con fondi decisi in itinere, che consentiranno la creazione anche di pensiline fotovoltaiche per ricaricare le biciclette che in questo caso saranno a pedalata assistita.

Il problema però, sta nel fatto che fino ad ora la SGM si è occupata degli interventi manuali sulle biciclette ma per quelli elettronici sulle colonnine è sempre mancata un organo di assistenza. A causa dei continui atti vandalici infatti, le colonnine dotate di software si guastano facilmente, per cui c’è bisogno di una continua manutenzione. Fino ad ora è stato un ingegnere del comune Carlo De Matteis ad occuparsi del problema, contattando la CCBS, l’azienda che ha creato le stazioni di Bike Sharing a Lecce.

Il workshop di domani, organizzato dall’assessorato al traffico nella persona di Giuseppe Ripa, che è stato da poco nominato presidente della CCBS, vuole quindi non solo informare e sensibilizzare alla cultura del Bike Sharing, per invogliare i cittadini ad usufruire del servizio, ma anche per trovare un accordo tra l’azienda e la SGM. Quest’ultima infatti, garantirebbe la prestazione materiale di manutenzione a patto che si crei una struttura ad hoc per organizzare il servizio e quindi che la CCBS dia anche un ausilio per risolvere i problemi elettronici delle colonnine.

Il workshop inizierà alle 14.30 di domani presso il Conservatorio di S. Anna a Lecce, con i consueti saluti di benvenuto e la proiezione di un cortometraggio dal titolo “Dai Muoviti!”. Successivamente interverranno Emanuela Cafarelli dell’ufficio tecnico CCBS, con un discorso sulla percezione degli utenti per quanto riguarda il Bike Sharing. Seguiranno Sergio Aversa del comune di Lecce e Gabriella Bianciardi assieme a Claudio Ardito del comune di Torino con le “Buone pratiche i Bike Sharing in Italia”. A seguire il “Ruolo del Bike Sharing nella promozione della bicicletta” a cura di Massimo Di Giulio, coordinatore FIAB; un’indagine sui costi di gestione e di manutenzione di Lorenzo Bertuccio di Euromobiliy; e infine un intervento di Marco De Giorgi del Ministero dell’Ambiente.

Questo evento conterà inoltre la partecipazione di altri comuni d’Italia, che stanno impiantando il Bike Sharing e che riscontrano gli stessi problemi che il comune di Lecce sta affrontando.

Non solo infatti in termini di manutenzione ma anche per quanto riguarda l’informazione e la partecipazione. Molti turisti infatti, che maggiormente potrebbero usufruire del servizio, non sanno dove poter sottoscrivere il piccolo contratto che prevede la consegna della scheda a fronte di una caparra. Per questo i gestori di hotel e B&B dovrebbero garantire il servizio e per questo serve una maggiore informazione anche per quanto riguarda gli operatori del settore.

Altro punto da considerare – ma che secondo l’assessorato al Traffico troverà soluzione dei prossimi 5 anni – sono le piste ciclabili che dovranno aumentare fino ad un massimo di 27 chilometri, dislocate per le vie di Lecce. Altri finanziamenti garantiranno nel prossimo futuro quindi, il collegamento di tutti quei tratti che sono già stati realizzati in passato e che al momento hanno invece scoraggiato i fruitori dei mezzi a due ruote, data la scarsità di collegamenti tra una pista ed un’altra.

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