Foto Andrea StellaLa compagnia della guardia di finanza di Gallipoli ha smantellato una fitta rete che illegalmente distribuiva la diffusione della televisione satellitare a pagamento. Un 35enne del posto infatti, disoccupato, aveva messo su un proficuo sistema che grazie ad internet

e alla condivisione delle schede di abbonamento ai canali satellitari, permetteva a circa 300 persone di usufruire della pay per view al modico prezzo di 20 euro, invece dei 69 che prevede il canone di Sky Italia.

Nella sostanza il 35enne, che è stato denunciato per frode ai danni di Sky e detenzione e diffusione abusiva di materiale informatico, aveva un regolare contratto Sky ma utilizzando il proprio modem adsl, decodificava i codici dei canali a pagamento, condividendo quindi le proprie smart card con tutti gli altri decoder appositamente modificati e sprovvisti di contratto. Tale tecnica viene detta “card sharing”, letteralmente condivisione di carte.

 

In questo modo tutti i decoder collegati al server principale che possiede le card con gli abbonamenti, possono usufruire della tv pay per view.

Il sospetto è nato nel nucleo di polizia finanziaria, dal fatto che proprio nel comune di Gallipoli, vi era un basso numero di abbonati Sky, rispetto a chi si definiva fruitore. Una serie di indagini, avvalse anche da intercettazioni e pedinamenti, ha permesso così di individuare il 35enne, che è stato visto più volte recarsi in casa di persone portando con sé decoder e ricevere anche nella propria abitazioni individui che portavano l’apparecchio per le dovute modifiche.

La conferma è avvenuta poi il 23 novembre, durante la partita Milan-Barcellona, quando le fiamme gialle hanno eseguito una perquisizione domiciliare in casa dell’hacker, spegnendo il modem adsl. Il server, andando in black-out – da qui infatti poi il nome dell’intera operazione – ha oscurato quindi la tv a tutti i fruitori abusivi, tanto che sono poi giunte delle telefonate proprio a casa dell’hacker per avere informazioni.

In casa è stato trovato tutto il materiale con cui diffondeva la tv a pagamento: router adsl, decoder, computer, un hard-disk esterno, 30 tra cd e dvd contenenti programmi di de-criptazione, un “satellite finder “ per orientare al meglio la parabola per ottenere un segnale migliore e diverse smart card con abbonamento, che il 35enne scambiava di continuo per mantenere la linea 24 ore su 24 accesa e per evitare che si surriscaldassero i chip delle schede.

Oltre all’hacker sono state denunciate altre 4 persone, che usufruivano dei decoder modificati e adesso rispondono delle medesime accuse di detenzione e diffusione abusiva di materiale informatico e di installazione e utilizzo di apparati per la decodificazione di trasmissioni digitali. Delle altre 300 circa che si sospettano, la guardia di finanza ha gli indirizzi IP delle connessioni internet. Grazie a quelli, sarà quindi possibile rintracciare tutti gli abusivi gallipolini.

 

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