Foto Andrea stellaLa notizie della tanto attesa partenza della filovia leccese desta  reazioni e polemiche nella comunità cittadina, civili e politiche

 

 

“Il filobus parte con una sola linea il 27 dicembre- commenta Carlo Salvemini candidato alle Primarie 2012 –  come dire: spendere una barca di soldi per acquistare una “fuoriserie” indebitando i propri figli; tenerla per anni chiusa in garage a impolverarla; accorgersi in ritardo dell’avventatezza e dell’inutilità della spesa; e poi, alla fine, sotto Natale accenderla e farle fare un giro dell’isolato per giustificare se stessi sperando di farsi belli con i vicini”.

Mentre per Teresa Bellanova, deputato Pd, “l’operazione filobus è stato soltanto un impressionante spreco di denaro pubblico a danno delle tasche dei cittadini.

È stata, infatti, annunciata oggi la partenza del servizio per il 27 dicembre prossimo, ma è stato confermato che ad essere attivata sarà soltanto una delle tre linee previste, esattamente il rischio paventato nelle mie interrogazioni. Ben 23 milioni di soldi pubblici, di cui otto direttamente prelevati dalle tasche dei leccesi, stanziati per garantire un servizio di mobilità sostenibile alla Città di Lecce, partoriscono oggi soltanto una misera micro-circolare cittadina.

A prescindere dalle inchieste giudiziarie, che non spetta a noi ma alla magistratura valutare, oggi Sindaco e Assessore hanno convocato con la massima urgenza una conferenza stampa per “celebrare” uno dei più grandi fallimenti dei quindici anni di governo del centrodestra leccese. Un costosissimo fallimento che nei prossimi giorni mi attiverò per sottoporre ulteriormente all’attenzione del Ministero e di chi di dovere.

Mobilità e viabilità sostenibile, vivibilità e fruibilità della città. Era per questo che quei 23 milioni dovevano servire. Ma oggi, invece di questa proiezione di Lecce nel futuro, ci ritroviamo con un logoro poster di un tempo ormai trapassato. Mi sembra evidente, però, che per le “nostalgie” del centrodestra leccese i cittadini abbiano pagato un prezzo davvero troppo alto”.

 

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