Foto Antonio Castelluzzo“Stiamo lavorando per l’attuazione del Piano di Azione e Coesione nello spirito di leale collaborazione che ci ha sempre contraddistinto. E’ però auspicabile che la predisposizione del Piano tenga conto degli impegni rilevanti già assunti con tutti i territori interessati, nel rispetto dei fabbisogni

e delle priorità già individuate all’interno dei Programmi Operativi”. Lo ha detto il Presidente della Regione Puglia Nichi Vendola che ha inviato una lettera al Ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca proprio per richiamare l’attenzione del Governo nei confronti del Mezzogiorno, in particolare della Puglia. “All’inizio di questa fase complessa, abbiamo tutti convenuto (Governo e Regioni) di fare quanto possibile per accelerare e qualificare la spesa. Ora, occorre intendersi, accelerare la spesa e qualificarla non significa trasferire pezzi dei Programmi comunitari alla sovranità dei Ministeri, i quali con i PON non si sono mai particolarmente distinti nè in velocità nè in qualità degli interventi. Non vorremmo che il Piano di Azione e Coesione, a dispetto del nome altisonante, nasconda l’insopportabile obiettivo di ministerializzare i fondi comunitari” prosegue Vendola. Il presidente della Regione Puglia nella lettera a Barca precisa: “Riprogrammare le risorse significherebbe per la Puglia rallentare programmi già avviati e privare i territori di risorse già assegnate. In un momento di grande crisi come questo che stiamo vivendo sarebbe un duro colpo. Tra l’altro vorrei ricordarle che la Puglia è l’unica regione, tra quelle cui è rivolto il Piano, ad avere le carte in regola per poter adempiere agli impegni assunti con Bruxelles”. Vendola sottolinea come l’iniziativa della lettera al Ministro sia giustificata dall’esame dell’impatto della manovra,  che ha riconosciuto una parziale nettizzazione alle sole Regioni che aderiscano al Piano. “Siamo molto lontani dal metodo della collaborazione istituzionale e siamo invece vicini al prendere o lasciare. O le Regioni accettano Piani scritti da altri o perdono l’opportunità della nettizzazione. Non possiamo accettare metodi diversi da quelli convenuti nell’incontro del primo dicembre”.

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