Foto Antonio CasteluzzoMancano poco più di quindici ore all’interrogatorio in procura di Massimo Buonerba, l’ex consulente giuridico dell’ex sindaco di Lecce Adriana Poli Bortone, in manette da martedì con l’accusa di concussione.

Dovrà difendersi davanti al procuratore Cataldo Motta e all’aggiunto Antonio De Donno, che stanno conducendo, sull’asse Lecce-Lugano, l’inchiesta sulla presunta truffa con la realizzazione del filobus. Avrebbe ricevuto mazzette per oltre 650mila euro dal progettista della metropolitana di superficie, Giordano Franceschini, già arrestato, poi scarcerato dal tribunale del riesame. Tangenti richieste anche- ha riferito Franceschini- per la “partecipazione al partito politico di AN” di cui Buonerba faceva parte. Intanto sono spuntati fuori nuovi nomi in codice, nel corso degli interrogatori del professore dell’università di Perugia, a cui lo stesso avrebbe ceduto del denaro. Nomi come “Don Sturzo” e “Lily” tuttora privi di identità. Proseguono senza sosta le indagini degli uomini del nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Lecce. Vogliono capire da dove vengono i 2 milioni e 800mila euro rinvenuti sui conti correnti svizzeri di Buonerba. E poi chi si nasconde dietro a quei nomi in codice, custoditi nei files di Franceschini. Non è escluso che si tratti di altri personaggi locali a cui il progettista avrebbe pagato tangenti. Le fiamme gialle hanno già sentito l’ingegner Sergio Aversa, dirigente del settore traffico e mobilità, l’architetto Sandro Lisi, direttore dell’opera filoviaria e l’ex assessore al traffico Gianni Peyla, oggi presidente di Sgm, la società mista che ha in carico il filobus, come persone informate sui fatti. Ma non è escluso che a breve nuovi e più importanti ascolti possano toccare palazzo Carafa.

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