Ci ha provato con l’ennessimo rimescolamento delle carte, ma il giochetto non è riuscito: il Napoli è andato a canestro per quattro volte e addio punti. Eusebio aveva eretto un teorico baluardo difensivo con tre centrali e due esterni a supporto, col proposito di sbarrare il passo all’attacco

napoletano: ma qualcosa, più di qualcosa, non ha funzionato, e così le due reti messe a segno dai giallorossi non sono valse ad evitare l’ennesima sconfitta.
Ci si è messo anche l’arbitro, il sig. Romeo più che maturo per il pensionamento, a complicare il progettino giallorosso; ma questo non basta perchè le radici della sconfitta affondano anche in altro terreno: per esempio nella abissale differenza di rapidità e velocità tra Cavani e Lavezzi da una parte e i tre centrali muscolari ma lenti e macchinosi come un diesel di prima generazione, dall’altra: nella ormai conclamata approssimazione del penultimo passaggio, nei tempi di esecuzione del centocampo più simili a quelli di un convoglio in manovra alla stazione che a quelli di un eurostar in viaggio.
L’effetto della sconfitta ha fatto saltare il tappo: decisione spalmata sulle prossime 24/48 ore, con Eusebio, valigia pronta, e motore acceso: partirà!   E dopo ?
Dopo sarà possibile capire se le responsabilità del tracollo siano esclusivamente imputabili a Di Francesco o se c’è più di qualcosa da addebitare ad altri:
Come diceva il poeta, “si sta come d’autunno, sugli alberi, le foglie” !

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