Foto Antonio Castelluzzo“Nonostante una crisi senza precedenti, tanto forte da dover necessitare di interventi nazionali estremi, il “Sistema Salento” tiene il suo equilibrio, nell’ultimo biennio risalito sino all’attuale 85° posto nella graduatoria della qualità della vita italiana, complessivamente un +9 posizioni

dall’insediamento del governo di centrodestra alla Provincia di Lecce.” Lo dichiara il Presidente della Provincia, Antonio Gabellone.
“Un risultato che ovviamente deve spingerci a migliorare ancora di più questa posizione, di leadership in Puglia ma comunque di medio-bassa classifica in tutta Italia.
L’autorevole dossier de “Il Sole 24”, che da oltre 20 anni misura la vivibilità delle 107 province italiane, ci conferma isola più felice di Puglia, anche davanti al capoluogo regionale Bari, ma è solo un punto di partenza verso traguardi ancora migliori, magari in condizioni economiche e produttive ben diverse dalle attuali, sulla soglia della recessione.
Per le categorie “Tenore di Vita”, “Affari e Lavoro”, “Servizi, Ambiente e Salute”, “Ordine Pubblico”, “Popolazione” e “Tempo Libero” dal 94° posto del 2009 la provincia di Lecce passa all’85° posizione, un notevole recupero pari a quello di pochissime province italiane nello stesso arco temporale.
Analizzando il valore delle rilevazioni e le loro risultanze, particolarmente importante è il dato riferito al “Tenore di Vita” dei salentini, dato che pur in un riconosciuto e drammatico periodo di crisi economica congiunturale e internazionale tiene ancora più che < vivo > il sistema-Salento; lo stesso discorso vale per l’indicatore “Ordine Pubblico”, alla stregua e in certi casi sopra la media delle realtà del Nord Italia dove la criminalità ha pochissima influenza e rilevanza sui rispettivi territori provinciali.
L’istituzione Provincia di Lecce – continua Gabellone – in questi 2 anni di Legislatura si è già < riappropriata > del ruolo di FARO delle politiche attive e del lavoro del Salento, assumendo l’onere gravoso di farlo in questo momento storico di grande difficoltà, con spiccato senso della responsabilità istituzionale.
Un ruolo di < mediazione attiva > riconosciuto nel tempo anche dai sindacati, dalle associazioni datoriali, ancor prima dai lavoratori stessi, che a migliaia trovano per le loro vertenze occupazionali un riferimento autorevole nell’azione del Governo Provinciale.
Svariati milioni di Euro sono stati investiti per la realizzazione di numerose opere pubbliche, accogliendo richieste che arrivavano indistintamente da tutto il territorio. Alcuni cantieri sono stati già chiusi, altri sono aperti e con i lavori in corso, altri ancora stanno per essere aperti in un’attività frenetica, che riesce a ridare – indirettamente come azioni “anticicliche” – notevole impulso all’economia delle aziende che si occupano di questi lavori. Nell’edilizia scolastica il Presidente ha dato indicazione diretta a rifare il look e ricostruire del tutto decine di scuole, perché abbiamo a cuore soprattutto il futuro dei nostri ragazzi. 24 milioni sono stati investiti nella formazione professionale, 100 milioni pioveranno nel Salento in questi mesi per effetto del “Piano per il Sud”.
All’interno dell’Ente si è avviato un percorso innovativo che porterà al taglio drastico dei fitti passivi, con l’approvazione di un progetto per la realizzazione di 2 strutture scolastiche nel capoluogo, anche grazie alle partnership con i privati. Non sono “tecnicismi”, ma operazioni intelligenti e lungimiranti, che daranno risultati e benefici certi, misurabili.
Così come sono da segnalare, non da ultimo, le previste e già pianificate riqualificazioni e valorizzazioni funzionali del complesso di Masseria Torcito e dell’Abbazia di Cerrate.
Nel turismo e nel marketing territoriale, allo stesso modo, sono state avviate azioni promozionali tali da garantire una crescita delle presenze turistiche nel nostro territorio, in netta controtendenza con un calo dei flussi globale e nazionale.
Senza dimenticare come questa Amministrazione abbia per prima imposto un rigoroso taglio dei costi della politica, degli amministratori e della rappresentanza, di fatto anticipando di 2 anni scelte anche di politica nazionale, e – senza tornare sul refrain del debito – avviando un’azione di risanamento senza precedenti, dei conti provinciali e delle società partecipate, tagliando consulenze, gettoni di presenze degli amministratori, indennità, consigli di amministrazione interi.”

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