Foto Antonio Castelluzzo“Non e’ solo una battaglia sindacale, e’ una battaglia di civilta’ – secondo Giuseppe Deleonardis, segretario regionale della Flai Cgil – lo hanno capito questi lavoratori, che hanno saputo portare il livello della loro ribellione per la dignita’ a una dimensione di rivendicazione di diritti fondamentali

per lavorare e vivere dignitosamente”, in questa logica tenere aperta tutto l’anno la struttura di ricovero della Masseria Boncuri a Nardo’ e’ un impegno a cui, secondo il sindacato, si devono sentire chiamati tutti perche’, finita la stagione della raccolta, restano decine di lavoratori ‘invisibili’ che vivono abbandonati a se stessi, senza nemmeno un tetto sotto cui dormire”. Nei campi, ha spiegato Yvan Sagnet, ieri bracciante di Boncuri oggi delegato Flai Cgil nazionale, “la battaglia e’ tra i lavoratori e la parte datoriale per affermare i diritti che spettano a tutti i lavoratori”, mettendo da parte l’atteggiamento “paternalista che ancora prevale quando si affrontano i problemi dei migranti”. Il 70% delle aziende agroalimentari nell’area di Nardo’ si procura la manodopera, per lavorare nei campi nella raccolta stagionale delle angurie e dei pomodori, utilizzando l’intermediazione illecita dei caporali. Nella provincia di Lecce la percentuale delle aziende diminuisce, ma resta comunque molto elevata: siamo al 50%. Sono i dati di un’indagine della Flai Cgil Lecce, i cui risultati sono stati resi pubblici nel corso della manifestazione nazionale organizzata dal sindacato a Nardò sulle ‘Condizioni di vita e di lavoro dei migranti nelle campagne e nelle aziende agroalimentari’. Cgil e la Flai Cgil hanno scelto Nardo’, in provincia di Lecce, come luogo simbolo della lotta per i diritti dei lavoratori migranti nel settore agroalimentare per una manifestazione nazionale che si inserisce nell’ambito delle iniziative per la Giornata di azione globale contro il razzismo e per i diritti dei migranti, rifugiati e sfollati programmata per il prossimo 18 dicembre. I dati della Flai Cgil Lecce fanno emergere che il 95,8% dei lavoratori immigrati che vengono impiegati nelle campagne neretine, non ha un contratto regolare. Il segretario nazionale della Flai Cgil, Gino Rotella ha lanciato la proposta di realizzare a Nardo’ un progetto pilota sulla legalita’ nel lavoro agroalimentare che diventi un modello da riprodurre in tutta Italia.

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