I dubbi, ormai, la assalivano, ma voleva a tutti i costi ritrovare quella mano.
“Ma si, in fondo, cosa può succedermi? Sono a casa mia!”.
Si decise a girare quella maniglia, quella della porta dello studio. C’era una persona dentro.

“Finalmente, sei tu, vero? Sei tu che mi hai chiuso gli occhi!”.
“Io? Che vuoi da me? Un autografo? O assistere alle prove?Perché, nel caso, dovrei procurarti un pass”.
“Cercavo la persona che mi ha chiuso gli occhi, ma, evidentemente, non sei tu!”.
“No, infatti, io gli occhi li faccio tenere puntati su di me, e ben aperti, si intende”.
“Ma chi sei?”.
“Quella che non sei tu, un’attrice di successo e, sai? Non lo saresti mai diventata, non hai abbastanza fegato e volontà”.
“Che ne sai tu di me?”.
“Oh, lo so eccome! Hai cercato di sbarrami la strada, coi tuoi patetici tentativi, ma, dopo un primo successo, ti sei ritirata, stancata e spaventata: coniglietta! Ma sei molto simpatica, perciò, ti mostrerò una cosa”.
“Che cosa?”
“Questo, la tua curiosità, e il tuo film”.
“Ho girato un film? E quando?”.
“Nella tua testa, ooohhh, non sai quanti! Però non hai avuto un gran ritorno di pubblico: solo tu, già!”.
“Ma …” – un po’ irritata – “Che senso ha tutto questo discorso?”.
“E che ne so? Lo hai iniziato tu. Solo una volta ti sei buttata, e l’esito non è stato dei migliori, credimi! Ed anche questa vita, come la mia, non fa per te. So, però, che stai cercando una cosa, o meglio, qualcuno”.
“Chi te lo ha detto?”.
“Tu, cos’è? Non lo ricordi più?”.
“Oh, si, è vero! Adesso basta, mi stai disorientando!”.
“Già, perché, per te le cose devono sempre essere logiche, vero? Ma la razionalità, anche se serve, e molto, non è l’unica cosa importante nella vita. Ad ogni modo, quello che cerchi, è nel posto più ovvio, dove è accaduto il fatto!”.
“Quindi, in camera da letto? È lì che devo andare?”.
“No, sulla luna! Certo che devi andare lì, dove sennò? Anzi, guarda, ti indico la porta!”.
“Gentile. Solo una domanda: come ti trovi in casa mia?”.
“Non c’è male, grazie!”.
Veronica stava per irritarsi quando quella le disse: “E dai, scherzavo! Ho forzato la porta, per dirti dove cercare, qualcuno doveva aiutarti a capire”.
“Com’è che si trovano tante persone in casa mia e non vi conosco, né vi ho visti entrare?”.
“Sono tante le cose di cui non ci si accorge, ma non preoccuparti, siamo qui per poco. Quando avrai chiuso questa porta, io sarò sparita, e tu sarai più forte”.
Veronica varcò l’uscio perplessa, richiudendo la stanza per bene.
Decisa, forse realmente più forte, diresse i suoi passi verso la camera indicatele. Il cuore iniziava a palpitare.
Avrebbe realmente trovato quello che stava cercando?
La risposta nella prossima, ed ultima puntata.
Fine della terza parte
Ogni riferimento a fatti, persone, situazioni, è puramente casuale

Gabriella De Carlo

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